Giorno della Memoria. La minoranza di “Biella al Centro” chiede le dimissioni di Franco Mino (Lega) per il suo posta antisemita

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Un’accozzaglia più o meno bulimica di parole non è condizione sufficiente ad esporre un pensiero di senso compiuto. Men che meno un ragionamento. Quest’ultimo, per essere articolato in modo corretto, almeno dal punto di vista formale, necessita di neuroni e sinapsi funzionanti.

Nel post pubblicato sulla sua bacheca Facebook dal consigliere comunale Franco Mino (Lega, pare quasi un pleonasmo la precisazione) non c’è nulla di tutto ciò. Solo l’accozzaglia di parole, pesantemente sgrammaticata. Nulla di nuovo sotto il sole, tipica insipienza di matrice carrocciara in salsa biellese.

Certo, non è scontato (e non è da tutti) scrivere qualcosa di intelligente nel Giorno della Memoria, tanto è vasto l’orizzonte dell’umano abominio su cui ci si affaccia in quella mesta ricorrenza. Proprio sulla scorta di questa considerazione, molti dovrebbero semplicemente, e umilmente, decidere (almeno per decoro) di restare ai primi danni. Tacendo.

Impossibile pretendere abluzioni di umiltà, ma anche solo un briciolo di buonsenso, dall’arrogante manipolo di “Signor Nessuno” saliti a Palazzo Oropa in esito all’ultima tornata elettorale. Ma chi li ha eletti? Eppure… continuano ad imbrattare i social con le loro flatulenze.

I primi a segnalare l’accaduto, con un altro post, sono stati i consiglieri comunali di Biella al Centro. Anzi, ad onor del vero, ci aveva pensato in modo decisamente più laconico, ma altrettanto indignato, Giovanni Rinaldi del M5S.

“Il gruppo consiliare Biella al Centro – si legge su Facebook – ha presentato una mozione nella quale si chiede al Consiglio comunale di Biella di prendere le distanze dalle gravi parole proferite nel Giorno della Memoria dal consigliere comunale della Lega, Franco Mino”.
Fin qui, nulla di particolare. Siamo ancora nell’alveo della normale dialettica politica. Ma poi, subito dopo, arrivano le bordate dell’ex sindaco di Biella e dirigente del Liceo “Avogadro”, Dino Gentile. Uno che, a differenza di Mino, la storia e l’italiano li mastica da anni.
“Certamente i social hanno il pregio di dar voce a tutti, ma proprio a tutti, anche ai somari – di certo non le manda a dire, il professor Gentile -. E finché si tratta di argomenti banali, il dito pollice muove velocemente lo schermo del cellulare, ma quando compaiono frasi antisemitiche nel Giorno della Memoria, allora il pollice si blocca. Con una certa dose di incredulità – dopo essersi rassegnati a completare la lettura tra strafalcioni grammaticali, frasi senza né capo né coda, palese ignoranza di riferimenti storici – la cosa si fa seria se scopri che a postare uno spudorato cocktail di fesserie è un consigliere comunale – invero poco autorevole – della Lega di Biella. Sono pensieri in libertà, battute sconclusionate da osteria, maldicenze, parole che, come mine antiuomo, celano istanze di vera e propria istigazione”.
“Tuttavia, qui non siamo in presenza di un ‘cattivo maestro’ ma, più limitatamente, di una persona incosciente del proprio ruolo istituzionale che, ad oggi, nell’aula di Palazzo Oropa, non ha mai dato prova di intelligenza e di visione politica. Così, tal rappresentante del qualunquismo triviale ha trovato il coraggio di prendere la parola sui social proprio nel Giorno di una commozione globale, con l’impulso irrefrenabile di sputare sui volti di cinque milioni di esseri umani ammazzati nelle camere a gas. Come dicevo, di bestemmie sui social ce ne sono a tonnellate, ma che parole come macigni possano essere scritte da un consigliere comunale, questo non è accettabile. Neppure il canto di un bambino nel vento (si, quello passato per un camino) può fare vibrare le corde di uno stolto. A Empoli è tradizione, nel giorno del Corpus Domini, il ‘volo del ciuco’ dal campanile della collegiata … Di questi tempi, per motivi diversi, quella festa di piazza avrebbe motivo di esser celebrata anche a Biella”, conclude l’ex sindaco di Biella.
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