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Nasce “Biella al Centro”, un cantiere politico-culturale con “le porte spalancate” sulla città

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Si respirava aria di festa, ieri sera, sabato 30 novembre a Palazzo Boglietti. E non per il Natale che si avvicina a grandi passi, ma per la nascita di una nuova associazione, che prende vita sull’onda lunga delle ultime elezioni comunali.

«Mettersi al servizio della comunità: la nostra è un’associazione che si mette al servizio. Ha carattere culturale e politico. Al centro della nostra attenzione ci sono la vita umana, la famiglia, gli uomini. Lo Stato democratico basato sul principio di uguaglianza. Qualunque concezione politica di tipo totalitario è fuori dalla storia e dalla nostra idea politica», ha sintetizzato il neo presidente di Biella al Centro, Dino Gentile.

“Biella al Centro” è una sorta di coaugulo, di cantiere politico-culturale in cui confluiscono non solo molti moderati biellesi, ma anche un nutrito gruppo di persone che non si riconoscono più nell’azione, nei linguaggi e nei modi della dialettica partitica.

Per intenderci, quel folto gruppo di biellesi che alle ultime consultazioni cittadine aveva seguito l’esempio dell’ex sindaco Dino Gentile, che archiviata la militanza politica tra le fila di Forza Italia, ha deciso di correre con una serie di “formazioni” civiche, ovvero avulse da qualsiasi schieramento politico in competizione, anche se poi, come a molti è sin da subito parso chiaro, l’area (o l’anima) di riferimento è tendenzialmente centrista.

Antonio Ramella Gal, segretario di “Biella al Centro”

Perse le elezioni per una manciata di voti (la sconfitta, anche se archiviata, fa ancora male, e ci mancherebbe), non è stata cassata un’esperienza di impegno civile che ha messo insieme persone di estrazione sociale e politica diversa, accomunate da un bene comune e da un fine ultimo: la rinascita della città di Biella.

Ebbene, ieri sera, questa “grande e bella famiglia” come è stata definita da alcuni oratori, ha una nuova e sfavillante veste giuridica, quella dell’associazione politico-culturale, appunto. A presiederla, era naturale che fosse così, il candidato sindaco Dino Gentile. Al suo fianco, nei panni di segretario, il fido amico (“fin dai tempi in cui portavamo i calzoncini”, ha ricordato il dirigente scolastico) Antonio Remella Gal e poi via via tanti amici che hanno partecipato alla nascita delle Liste (e delle candidature) Civiche.

A cominciare dalla bella Sara, giovane architetto e figlia di Dino, per arrivare ai fedelissimi Pietro Barrasso, avvocato e consigliere comunale, e Federico Maio, anch’egli consigliere comunale oltre che provinciale. Ma ci sono anche l’ex sindaco di Sordevolo, Riccardo Lunardon (già visto in campagna elettorale), Luigi Apicella, gli amici di Buongiorno Biella, cioè i due consiglieri comunali Andrea Foglio Bonda e Paolo Robazza.

Il consigliere comunale Paolo Robazza

Tra gli altri, era presente anche Alessandro Pizzi, leader di Onda Verde Biella, che, corteggiato dai vertici della nuova associazione, potrebbe aderirvi nelle vesti di esperto del mondo green.

Oltre un centinaio le persone presenti alla convention e molti gli spunti di riflessione sollecitati dai diversi interventi, compresi quelli di alcuni giovani e giovanissimi. Per citarne alcuni: sviluppo del territorio, problematiche irrisolte, emergenze da affrontare in città.

«Questa nostra esperienza nasce dal basso in modo trasversale ed è davvero straordinaria – ha sottolineato Antonio Ramella Gal -, non solo per il grande risultato elettorale che tanta gente ci ha riconosciuto la scorsa primavera sul piano dell’affidabilità, ma soprattutto per le ragioni della nostra scelta politica che non è contro qualcuno o qualcosa ma piuttosto a favore di tutti i cittadini di Biella. Prendiamo l’impegno di costruire una casa comune con le porte spalancate».

Senza falsa retorica, ma semplicemente annusando l’aria, ci è parso che quest’ultima affermazione del neo segretario di Biella al Centro sia davvero sincera: le porte sono aperte per chiunque si riconosca in una città che vuole darsi da fare non contro ma al di fuori delle vecchie logiche di partito.

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