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Leggende di uomini e di sport: 21 anni fa Marco Pantani scriveva la storia del ciclismo, a Oropa

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Storie di uomini e sport. Storie da ricordare e raccontare anche dopo tanti anni. Storie da tramandare, perché non possono e non devono cadere nell’oblio. Perché ci sono figli, nipoti e generazioni che non le hanno vissute di persona, ma che possono continuare ad emozionarsi. Ancora, e ancora…

Storie di fatica e sudore, di muscoli e polmoni. Ma soprattutto di testa. Perché la volontà, incrollabile, di Marco Pantani lo ha fatto diventare leggenda. Momenti che, a ripensarci, nonostante l’inesorabile corsa del tempo, ti fanno ancora drizzare i peli sulle braccia.

Era il 30 maggio di 21 anni fa, tappa del Giro d’Italia da Racconigi al Santuario di Oropa. Era il giorno in cui il Pirata, sferrando un poderoso calcio nel sedere alla sfortuna che gli aveva fatto cadere la catena all’inizio della salita che conduce alle porte del Santuario, nel giro di una manciata di chilometri riuscì ad inventare e a scrivere con inchiostro indelebile un’impresa che gli regalò l’immortalità.

Qualche giorno dopo quella storica scalata, Marco Pantani venne travolto dagli scandali legati al doping, e non riuscì più a ritrovarsi, né come uomo né come campione, immenso. Cadde, giorno dopo giorno, nel buio più nero e profondo, sotto i colpi di un male che lo portò a diventare l’ombra di se stesso.

Fino a quel maledetto 14 febbraio del 2004, quando a soli 34 anni il suo cuore smise di battere, sconfitto da un cocktail letale di cocaina e psicofarmaci.

Oggi vogliamo ricordarlo così, con un bellissimo scatto dell’amico Stefano Ceretti, testimone diretto di quell’impresa trionfale. Un piccolo frammento di quella giornata indimenticabile per chiunque l’abbia vissuta, lungo i tornanti di Oropa, o davanti al televisore.

Un’istantanea della memoria che ci riporta indietro negli anni. Il Pirata, oggi, non c’è più, ma riesce ancora a regalarci attimi di emozioni che non si possono e non si devono dimenticare. D’altra parte, da quel giorno, per il mondo del ciclismo, la salita che porta al Santuario di Oropa è sua.

È la Montagna Pantani…

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