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Il lato oscuro di “Biella capitale del crimine”

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Belli gli articoli di giornale che raccontano di liti per il formaggio, di galline in mezzo alla strada, di gattini sugli alberi e di amanti troppo focosi. Però questa è solo la parte goliardica della nostra cittadina, perché purtroppo il mondo vero è un altro, un mondo fatto di rapine, pestaggi per futili motivi, morti dalla disperazione, tragedie familiari insospettabili.

Illusi noi, che credevamo di essere in un’isola felice, fatta di macchiette, conoscenti, amici, nemici, sciocchi e furbetti ma tutti comunque accumunati dal quieto vivere, barzellette viventi utili solo a riempire le pagine dei giornali.

Ci siamo svegliati per renderci conto che i bei tempi sono solo un granello di polvere in un deserto di malessere.

Il delirio dei drammi raccontati e spesso taciuto ci ha raggiunti e quando non è la “nera” a farla da padrone, ci pensano alcuni cittadini rancorosi a insozzare la rete fagocitandoci in un vortice di schifo da cui non riusciamo a scrollarci, perché ormai è parte integrante del loro modo vivere.

Se un tempo i deliri dei pochi riempivano le giornate al bar, tra risa e scherno, suscitando più curiosità che sdegno, ora è quasi una consuetudine leggere in rete nefandezze di ogni tipo, atte solo a scatenare l’animo dei più arrabbiati, pronti a dare libero sfogo ad un odio troppo represso, a una incessante voglia di urlare disagio e odio.

Ci siamo svegliati e abbiamo riscoperto una Biella diversa, una Biella rancorosa, verbalmente violenta, arrabbiata e ignorante, una Biella aggrappata ad un account Facebook, pronta a vomitare bile per ogni cosa, come se questo ci facesse star meglio ma fidatevi non è così, serve solo a misurare il grado di intelligenza delle persone e… sorpresa, non siamo messi bene.

La Biella che piaceVa (come la ricordiamo noi) non esiste più, ma per fortuna non tutto è perduto, ne esiste una che piace ancora ma con qualche riserva, una Biella che cerca e vuole sopravvivere e sollevarsi.

Probabilmente queste sembreranno le solite parole retoriche e scontate ma in mezzo a tanti drammi, a tanto dolore, a tanta rabbia, a tanto sdegno, a tanta ignoranza, un po’ di retorica fa bene, un po’ di “normalità” fa bene, un po’ di inutilità fa bene, perché non c’è niente di più bello e sano del potersi annoiare, senza diventare per forza il bersaglio preferito di qualche povero, represso, disilluso dalla vita.

Buona noia a tutti
LBCP

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