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Nasce “SOCIAbiLe”, corso di alfabetizzazione digitale per disabili

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Per chiunque si occupi di disabilità, a qualsiasi livello, uno dei paradigmi fondamentali è quello dell’inclusione sociale. Così, per Sportivamente, lo dice il nome stesso dell’associazione, all’inclusione sociale si arriva per il tramite dello sport. Ma le forme di inclusione, e per converso di esclusione, sono molteplici. Per un disabile intellettivo e relazionale, ad esempio, anche non riuscire a tenere il passo di un mondo che cambia con estrema rapidità può diventare causa di esclusione e di emarginazione. Da questa semplice considerazione è nata l’idea di “SOCIAbiLe”, ovvero un (per)corso di alfabetizzazione digitale di 40 ore suddivise in 20 lezioni.

“La velocità con la quale oggi si muove il digitale è pazzesca, – spiega Charlie Cremonte, presidente di Sportivamente – e in questa velocità abbiamo ravvisato un ulteriore elemento di rischio in termini di emarginazione per i nostri ragazzi. Se da un lato l’utilizzo dei social, di internet e quant’altro può creare alcune problematiche, per esempio sotto forma di tentativi di truffe e adescamento, dall’altro se il web venisse utilizzato in modo corretto potrebbe diventare, al contrario, ulteriore e valido strumento di crescita per rendersi autonomi e fare cose utili alla propria famiglia o ai propri amici, oltre che a se stessi. Abbiamo molti atleti che già usano i social, ma spesso non lo fanno in modo corretto. Ecco perché abbiamo deciso di rivolgerci ai professionisti del settore”.

Il tavolo dei relatori con al centro Charlie Cremonte, presidente di Sportivamente

Il percorso formativo è stato sviluppato da BTREES e coinvolgerà un primo gruppo di dieci utenti (ma è già in lista d’attesa un secondo gruppo, ndr). Gli incontri, suddivisi in due moduli da 10, si terranno per metà nei locali di SellaLab (parte “teorica”) e per l’altra metà (parte pratica) nei luoghi della quotidianità. L’altro partner dell’iniziativa, Big Picture Learning, si occupa di innovazione tecnologica per l’istruzione e propone un’applicazione che favorisce l’apprendimento attraverso il gioco. “Knack” è uno strumento informatico che applica i risultati di studi psicometrici avanzati nell’uso dei videogiochi per trasferirli nel campo della profilazione dei talenti.

Il progetto “SOCIAbiLe” è stato sostenuto da Fondazione CRT e Fondazione Cattolica Assicurazioni. La partenza del primo modulo è prevista per il 5 febbraio e terminerà nel mese di maggio con un evento che avrà lo scopo di rendere noti i risultati raggiunti. I possibili sviluppi di questa esperienza possono arrivare a coinvolgere ampie fasce della società. Per restare su quelle cosiddette deboli, è ipotizzabile che un progetto simile possa essere rivolto ai migranti. Alla presentazione di ieri, martedì 22 gennaio, in SellaLab era presente anche Arslan, 24enne pakistano che spera di poter un giorno avviare qui da noi un’attività di import/export col suo paese d’origine.

 

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