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Economia. Con Welfare Café di UIB le “politiche sociali” entrano anche nelle PMI

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Un’ottima opportunità, anche in termini di sosteniblità (peculiarità sempre più appettibile nel mondo aziendale), per le piccole e medie imprese, quelle che per una svariata congerie di variabili, in primis economiche e dimensionali, non sono in grado di offrire ai propri dipendenti valide prestazioni di welfare.

Questa mattina, giovedì 31 ottobre, all’Unione Industriale Biellese, è stato presentato un bel progetto che prende il nome di “Welfare Café” e nasce dalla sinergia ormai collaudata con i cugini di Confindustria Canavese. Unità d’intenti e una buona dose di visione comune hanno generato un progetto cofinanziato dalla Regione con oltre 132mila euro (a livello Piemonte, a questo asset sono stati destinati oltre 2milioni) che a far data da oggi, con la sua ufficializzazione, sarà attivo fino a luglio 2020.

Cos’è Welfare Café? È soprattutto formazione e informazione: è già attivo un sito internet esplicativo rivolto ad aziende e lavoratori, sta per partire presso le due sedi di Biella e Ivrea uno sportello dedicato alle imprese, infine, ma non ultima, la formazione con workshop specifici sui temi del welfare aziendale (il primo è in programma a Montalto Dora il 28 novembre prossimo).

All’incontro odierno erano presenti ben due assessori regionali, le biellesissime Chiara Caucino (Politiche Sociali) ed Elena Chiorino (Lavoro), oltre al direttore di UIB, Pier Francesco Corcione che ha fatto gli onori di casa e alla collega di Ivrea, Cristina Ghiringhello.

La parte politica rappresenta due deleghe importanti sul piano del welfare, sintesi dell’inscindibile bionomio che lavoro e “stato sociale” rappresentano (o dovrebbero rappresentare) nella quotidianità di questo XXI secolo. «Tutto noi – ha spiegato Chiara Caucinodobbiamo assumere maggiore consapevolezza sul welfare aziendale. In Regione, già dal 2017, si sta lavorando in questa direzione. Oggi sono attivi ben 18 progetto che hanno l’intento precipuo di “disseminare sensibilità” al welfare. Biellese e Canavese, anche sotto questo aspetto, sono contigui, beneficiando di esempi importati rappresentati da imprenditori visionari come Adriano Olivetti e Carlo Felice Trossi. Uomini che hanno anticipato i tempi. Ecco, noi, come Regione, vogliamo fare rivivere quei tempi e soprattutto quei sogni per accrescere il benessere dei lavoratori e attraverso di loro quello della nostra società».

«Con il progetto Welfare Café – ha concluso Caucino – la Regione Piemonte vuole favorire un’azione di sistema pubblico/privato che generi una sorta di patto, un’alleanza sociale anche a vantaggio delle PMI, attraverso strumenti di flessibilità lavorativa e permessi aggiuntivi a sostegno della genitorialità».

Anche la collega Elena Chiorino ha insistito sull’aspetto del sostegno alle lavoratrici-mamme: «Si tratta di una nuova visione per vivere in modo migliore l’ambiente di lavoro nella quotidianità. Anche dal punto di vista dell’azione amministrativa, in Regione si parla di nuovi paradigmi culturali per favorire, ad esempio, la creazione di asili nido aziendali, per sostenere l’occupazione femminile e la natalità permettendo alle future mamme di coniugare senza troppi grattacapi vita lavorativa e familiare».

«Con Confindustria del Canavese è già da diversi hanno che costruiamo percorsi comuni – ha ricordato Pier Francesco Corcione -. Parliamo di progetti che si rivolgono direttamente ai nostri associati, ma anche ai territori di cui sono emanazione. Grazie a questo spirito di collaborazione e al supporto della Regione Piemonte, abbiamo iniziato a diffondere la cultura del welfare tra le nostre aziende. Dal 2018 è partito un sistema integrato di welfare gestito direttamente da UIB e rivolto sia alle imprese che ai lavoratori. Qui non si tratta, però, di sostituirsi allo Stato ma di cambiare la mentalità di imprenditori e dipendenti. D’altro canto, noi biellesi siamo fornitori in Italia e nel mondo di molte grandi aziende: particamente tutte, ormai, in tema di sostenibilità, richiedono non solo capacità di tipo tecnico ma anche azioni tangibili di social responsability».

«Insieme, Biellese e Canavese cubano circa 700 imprese per un totale di oltre 30mila lavoratori – ha sottolineato Cristina Ghiringhello, direttore di Confindustria Canavese -. E anche insieme siamo un distretto molto piccolo, ma condividiamo idee e progetti. In questo caso, crediamo fortemente nel Welfare Café che rappresenta una grande opportunità per le piccole e medie imprese. Un’opportuntità che da sole non avrebbero. Welfare, in questo senso, vuole anche dire evitare disparità di trattamento tra lavoratori di grandi aziende e dipendenti di imprese più piccole. La cultura del benessere nei luoghi di lavoro non può essere riservata solo ad alcuni, deve poter essere accessibile a tutti».

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