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Cinema. Dopo i Golden Globes, Bohemian Rhapsody continua a risplendere

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Le premiazioni dei Golden Globes 2019 si sono concluse da alcuni giorni ma la sorpresa destata dalla vittoria come miglior film drammatico di Bohemian Rhapsody non si placa. Progetto a rischio per i continui e molteplici problemi di produzione, ai quali si aggiungevano i problemi personali di Bryan Singer che firmerà ugualmente il film come regista accreditato, anche se sostituito alla direzione della cinepresa in più di una scena da Dexter Fletcher, rimasto nella produzione come regista non accreditato.

Rami Malek, l’attore protagonista, fu inizialmente sorpreso e in parte “spiazzato” quando venne scelto per interpretare il personaggio di Freddie Mercury, ma subito dopo ne fu onorato a tal punto da contattare subito insegnanti di canto e piano, persino coreografi. Abbandonati questi ultimi, come ha raccontato in una recente intervista, anche per conservare la grande spontaneità di cui era dotato il cantante dei Queen, decise di optare per un insegnante di portamento e postura. Nonostante ciò, la premiazione di Rami Malek come miglior protagonista ha fatto storcere il naso a molti tra gli addetti ai lavori, al punto che la stessa Nicole Kidman, durante la premiazione dei Golden Globes, ha messo in imbarazzo il giovane attore non degnandolo di uno sguardo.

La vita di Freddie Mercury interpretata da Rami Malek continua ancora ad essere proiettata in molti cinema italiani. Sull’onda lunga del successo ottenuto ai botteghini nel periodo natalizio, il film autobiografico sulla vita del cantante leader dei Queen non smette di piacere, aumentandone la popolarità e i dibattiti. Da una parte c’è chi lo ritiene una pellicola capolavoro, dall’altra chi invece sottolinea i passaggi poco fedeli alla realtà dei fatti. Resta comunque il brivido di riascoltare una voce particolare e inimitabile, che può offrire solo emozioni. Un delicato lavoro digitale ha permesso di unire la voce di Malek a quella originale di Freddie.

Al di là delle critiche e dei commenti, del film si possono sottolineare un paio di aspetti fondamentali come l’importanza del talento e delle relazioni umane. Risalta il frangente del “momentaneo allontanamento” e del ritorno di Freddie Mercury all’interno del gruppo: il suo carattere molto schivo e la ricerca spasmodica dell’autoaffermazione si riallacciano ad esperienze passate.

In Bohemian Rhapsody viene esaltato il concerto per il “Live AID” del 1985, un evento organizzato per ricavare fondi in aiuto della popolazione etiope colpita da una grave carestia. I Queen salirono sul palco di Londra con estrema determinazione e partecipazione emotiva alla causa, tanto che in quel concerto Mercury riuscì ad esprimere tutta la sua grande energia deliziando i 72 mila spettatori presenti e quelli che lo seguirono da casa. Il pubblico impazzì dall’entusiasmo e fu coinvolto sia dai testi che dalle musiche. Sopraffatto dall’ondata di emozioni che lo invase nel corso di quel memorabile concerto, il leader dei Queen fu invaso da una nuova energia vitale che lo spinse a riabbracciare suo padre dopo tanti anni di lontananza.

Daniela Balestrero

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