Vini piemontesi. Un 2021 da record per le uve di Nebbiolo, ma qual è la differenza tra Barbaresco e Barolo?

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Tanto il Barolo quanto il Barbaresco hanno fatto segnare un 2021 da record, con vendite cresciute rispettivamente del 22% e del 17%. Per il 2022 la siccità che si protrae potrebbe avere conseguenze negative sulla vendemmia di questi due grandi vini rossi italiani. Ma cosa differenzia realmente un Barbaresco da un Barolo e dove acquistare questi vini pregiati al miglior prezzo?

Il Barbaresco è un pregiato vino piemontese prodotto con il vitigno Nebbiolo. La denominazione del Barbaresco riguarda una ristretta zona delle Langhe immediatamente ad est della città di Alba e coincide precisamente con il territorio comunale dei paesi di Barbaresco, Treiso e Neive, più quella zona della frazione San Rocco Seno d’Elvio che un tempo faceva parte del comune di Barbaresco ed ora appartiene al comune di Alba.

Il Barbaresco ha ottenuto lo status di Denominazione di Origine Controllata (DOC) nel 1966 e lo status di Denominazione di Origine Controllata e Garantita nel 1980. Per affinità e vicinanza è spesso paragonato al Barolo, un altro vino piemontese a base di uve Nebbiolo.

Sebbene i due vini condividano molte somiglianze, ci sono differenze nette tra loro che in gran parte derivano dai differenti suoli delle due denominazioni.

Nonostante il paese fosse già famoso per la qualità delle uve Nebbiolo coltivate nel suo territorio, la data di nascita ufficiale ampiamente accettata del Barbaresco è il 1894, anno in cui fu fondata la Cantina Sociale di Barbaresco. Dopo un buon inizio, il Barbaresco cadde in disgrazia con la prima guerra mondiale e fu solo alla fine degli anni ’50 che tornò in vita grazie a una nuova generazione di vignaioli dinamici, tra cui Bruno Giacosa e Angelo Gaja, che ancora oggi sono i più famosi produttori di vino Barbaresco.

Alla fine degli anni ’60, la Cantina Gaja e Bruno Giacosa iniziarono a commercializzare il Barbaresco a livello internazionale con un discreto successo. A loro si sommò presto la cooperativa Produttori del Barbaresco che divenne una delle cantine più rispettate d’Italia e ispirò a molti proprietari terrieri della zona a tornare nei loro vigneti e produrre vino di qualità.

I suoli della DOCG Barbaresco sono prevalentemente composti da marne calcaree risalenti al periodo tortoniano, e il territorio è generalmente suddiviso in tre regioni in base ai principali centri: Barbaresco, Neive e Treiso. Il suolo e il clima di queste tre zone sono molto uniformi tra loro, il che crea una consistenza complessiva maggiore di quella che si trova tra le 11 comunità della zona del Barolo.

Situata a sud del fiume Tanaro, la zona del Barbaresco riceve una leggera influenza marittima che permette al Nebbiolo di maturare qui un po’ prima rispetto alla zona del Barolo. Questo consente alle uve di ottenere una fermentazione più precoce con un tempo di macerazione più breve. I tannini di un Barbaresco giovane non sono così austeri come nel Barolo.

La differenza più marcata tra i due vini è dunque che i tannini del Barbaresco tendono ad ammorbidirsi più rapidamente, il che può rendere i vini più accessibili ad essere apprezzati anche giovani, pur mantenendo un buon potenziale d’invecchiamento, che è invece la caratteristica principale del Barolo.

Un’altra differenza tra Barbaresco e Barolo sta nel prezzo, che è generalmente inferiore per il primo rispetto al secondo. È possibile acquistare online bottiglie di eccellente qualità presso l’enoteca Svino con un budget di 25-30 euro, mentre con 45-50 euro ci si può portare a casa dei veri e propri gioielli, come il vino Barbaresco Rabaja Docg di Giuseppe Cortese ed il Barbaresco Rio Sordo Docg Cascina Delle Rose. Si tratti di vini che si sposano a meraviglia con carne rossa arrosto, selvaggina come lo stufato di capriolo, e piatti a base di tartufo.

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