Vigliano. Sabato 16 novembre al teatro Erios “Caligola. Giullari al potere”

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Sabato 16 novembre, alle ore 21, sarà in scena al teatro Erios “Caligola. Giullari al potere”. Testo e regia di Renato Iannì, liberamente tratto da Albert Camus. Lo spettacolo è il frutto del laboratorio teatrale Scenaperta, sostenuto dal Comune di Vigliano Biellese, in collaborazione con l’associazione Teatro Stabile di Biella.
L’opera di Camus – scritta nell’arco di vent’anni, dal 1938 al 1958, un periodo che ha come fulcro le grandi dittature, da Mussolini a Stalin – sembra evocare Hitler, ma si basa sulla tragedia umana e immortale dei meccanismi di potere, che trasformano la vita di chi lo detiene in delirio di grandezza, nutrito dal sangue versato. Il potere del “Caligola” di Camus è innanzitutto una forma di possessione maligna, molto più affascinante e profonda di quella dei tiranni del ‘900, che si esaltavano, mostrando muscoli di guerra, e straripavano senza curarsi dei limiti della ragione e dei sentimenti umani.
Caligola è capace di amare, ma la morte di Drusilla sua amante-sorella gli rende insopportabile il dolore, e questo lo avvelena inesorabilmente. Morte e solitudine diventano il suo stesso specchio e lui, non riuscendo ad elaborare il lutto, lo semina in un’orgia di follia. La terra gli appare come un territorio da conquistare seminandolo di morte; da trasformare in un deserto nero e assoluto, da cui ammirare una nuova e irraggiungibile realtà che, nella notte del lutto universale, gli appare come Luna.
Lui è l’interprete di due ruoli diversi, che si sommano senza ambiguità: da una parte c’è lo spietato e sanguinario tiranno; dall’altra lo svelamento della tirannia stessa, che si denuda fino ad apparire sublime tragedia e ridicola parodia di se stessa.
Il potere si autodenuncia, come nessun politico farebbe mai, e mostra se stesso nella sua oscenità: la stessa che vive chi lo circonda, sempre disponibile all’umiliazione, alla lode, al compromesso, a recitare una farsa che affida alla regia di un uomo che lui ha reso dio. Se non fosse imperatore, Caligola potrebbe apparire come eroe: infatti, la vera tragedia non nasce da lui, ma da un mondo malato e senza ideali che, per darsi un senso, ha creato il guscio vuoto di un fantoccio politico intorno a cui organizzarsi. La creazione, però, gli è sfuggita di mano e il burattino ha tagliato i fili.Terminata l’epoca delle grandi individualità, il potere è oggi un guscio sempre più vuoto, che non necessita neanche di una personalità che lo indossi, è una macchina che, mentre travolge ogni traccia di umanità, distrugge anche il senso della propria esistenza: non più il bene dello stato e dei cittadini, ma quello di un teatro privato, sulla cui scena ogni giullare può diventare protagonista assoluto dell’apparire.
È questa la novità che offrono testo e regia di Renato Iannì: ai grandi di un tempo si sono sostituiti i giullari al potere, che recitano un’estasi di piaceri privati mentre il teatro brucia. Lo spettacolo che ne deriva è immerso nella farsa e nel grottesco, in una continua risata che sbeffeggia e smaschera, mentre il potere è incapace di dare soluzioni alla tragedia umana e gli uomini cercano, nell’onnipresente Luna, un sogno di libertà che riempia il vuoto, ponendo fine all’incubo.
Ingresso, 15 €; ridotto fino a 18 anni, 8 €
Per informazioni scrivere a  renatoianni@libero.it
c.s.
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