Viaggi&Filosofia. Nietzsche fu stregato da Genova e dei suoi caruggi, “l’animo traboccante di gratitudine”

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Quando uno va a Genova è ogni volta come se fosse riuscito ad evadere da sé: la volontà si dilata, non si ha più coraggio di essere vili. Mai ho sentito l’animo traboccante di gratitudine, come durante questo mio pellegrinaggio attraverso Genova. (Friedrich Nietzsche)

Il filosofo Nietzsche durante la sua vita viaggiò molto e trovò nell’Italia un luogo adatto alle sue condizioni psico-fisiche. Ne aveva sentito parlare bene dal collega Schopenhauer e da Goethe.

Nietzsche visitò e abitò in molte città italiane come Roma, Venezia, Napoli, Messina, ma la località che reputò essere migliore per la sua persona fu Genova prima di conoscere Torino, che divenne la sua città preferita.

A Genova trascorreva tranquillamente le giornate, senza che nessuno lo disturbasse, passeggiando tra i vicoli, i sali e scendi delle scalinate e riflettendo sugli scogli a picco sul mare.

Nell’ottobre del 1876 il filosofo giunse per la prima volta nel capoluogo ligure ma non vi rimase a lungo e il 22 ottobre partì per Napoli; successivamente soggiornò a Sorrento, Riva del Garda e Venezia. Dopo quattro anni, l’8 ottobre del 1880, fece ritorno a Genova e qui rimase fino a maggio del 1881, quando partì per Recoaro in provincia di Vicenza.

Il 1 ottobre del 1881 Nietzsche tornò per l’ennesima volta a Genova per poi trasferirsi a Messina e successivamente a Roma, a fine marzo del 1882. Il 18 novembre dello stesso anno fece ritorno in Liguria e dal 3 dicembre si sistemò tra Santa Margherita Ligure, Portofino e Rapallo, fino a fine febbraio del 1883 quando tornò a Genova.

Da giugno visse a Roma, Venezia, Firenze e Nizza e tornò dalle parti di Genova (Ruta Ligure) solamente nel 1886. Ad aprile del 1887 Nietzsche ritornò a vivere per poco tempo a Genova dove ricapitò per motivi fortuiti (cambio errato del treno) un anno dopo.

Nel capoluogo ligure, non aveva una dimora fissa ma cambiava spesso appartamento. Dalle lettere che il filosofo tedesco scriveva ai suoi familiari e amici, si è scoperto, che alloggiò in piccoli alberghi o in appartamenti presi in affitto e poco ospitali, come quello di via Palestro o della salita delle Battistine.

Salita delle Battistine

Il 24 novembre 1880 scrisse a sua madre e a sua sorella da Genova dicendo: “Mie care, sto tentando ancora una volta di trovare un genere di vita che sia in armonia con me stesso, e credo che questa sia anche la via della guarigione; finora almeno, per ogni altra via, non ho fatto che rimetterci la salute. Voglio essere il mio medico, e per questo è necessario, nel mio caso, che io sia fedele a me stesso nel modo più assoluto, e che non presti più ascolto ad alcuna voce estranea. Non so dirvi quanto mi giovi la solitudine! Ma non crediate affatto che questo riduca il mio affetto per voi! Aiutatemi piuttosto a tenere segreto il mio ritiro: soltanto così potrò trarne vantaggio in tutti i sensi”.

Nietzsche concepiva il viaggio come un mezzo per accrescere le sue conoscenze e per maturare.

Il filosofo era affascinato da Genova, dai suoi numerosi palazzi, dalle sue particolarissime strade e anche dai suoi insoliti abitanti.

“…Dove trovo un’altra città così perfettamente lastricata con pietre larghe come Genova, dove anche se mi aggiro nei dintorni trovo sempre pietre dure e lisce (e con scannellature sulle strade in salita)?” (lettera del 21 dicembre 1881 a Franziska e Elisabeth Nietzsche).

“Spesso mi reco sulle scogliere, mi sdraio sotto un ombrellone, immobile come una lucertola”.

Nel IV libro della Gaia Scienza, esattamente nel capitoletto numero 291 Nietzsche scrisse: Genova. Mi son guardato per un bel pezzo questa città, le sue villette e i parchi e il circolo vasto delle sue colline e declivi abitati; e devo dire infine che vedo volti di generazioni scomparse; questa contrada è disseminata di simulacri di uomini arditi e signori di sé”.

Durante i suoi soggiorni a Genova il filosofo scrisse diverse opere e numerose poesie. Nel 1880, proprio lì  incominciò la stesura di “Aurora”. L’anno seguente nel periodo autunnale scrisse “La gaia scienza” e a marzo dell’anno dopo presero forma “Gli Idilli di Messina” proprio prima di partire da Genova per la città siciliana.

Sempre nei pressi di Genova scrisse lo “Zarathustra” che sembrava proprio dedicato ai paesaggi liguri.

Foto Elisa Dipré (Genova Spianata dell’Acquasola 10-1-2020)

Io sono stata a Genova il 10 gennaio 2020 prima di partire per Levanto luogo dove è iniziato il mio cammino lungo l’Alta Via delle Cinque Terre. Un trekking itinerante di due giorni lungo uno dei sentieri più panoramici d’Italia. Un itinerario escursionistico di grande bellezza.

Paesaggi unici, fatti di versanti a strapiombo sul mare, creati dall’uomo con una rete di muri a secco, per consentire lo sfruttamento agricolo (vite, ulivi…) e di splendidi borghi variegati che fanno da cornice alle splendide insenature marine. 

È stato un week end di bellezze che sono riuscite a stupirmi e ad incantarmi. Indescrivibile l’emozione provata una volta raggiunta la meta del cammino: Portovenere.

Foto Elisa Dipré (Uno dei tanti caruggi di Genova 10-1-2020)

Genova per me è una città dai molteplici volti, piena di contrasti, dove la bellezza è nascosta, celata fra i vicoli del centro e negli antichi palazzi nobiliari.

Nei vicoli si finisce per perdersi, per essere trasportati in paesi d’oltremare, dalle lingue e dagli odori sconosciuti. Molte sono le botteghe storiche che ancora conservano tutto il loro antico fascino. Ciò che più mi ha colpita sono i vicoli che riservano moltissime sorprese, e talvolta conducono in piccoli slarghi che compaiono come oasi nel deserto.

Genova mi ha lasciato tanto, negli occhi e anche nel cuore.

“Quando cammino sulle alture di Genova, ci sono momenti in cui avverto bagliori ed emozioni simili a quelle che sentì Colombo, forse negli stessi luoghi, lanciato verso il mare e il futuro”. (Friedrich Nietzsche)

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