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Valdengo. Genitori insoddisfatti della mensa cercano un’alternativa per il “panino da casa”

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Fa ancora discutere a Valdengo il “problema” mensa scolastica. Sono molti i genitori dei bambini della scuola primaria che ritengono il servizio troppo caro (5,20 euro a pasto per i residenti, 6 per i non residenti) e non soddisfacente dal punto di vista qualitativo.

Lo scorso anno la scuola permetteva di scegliere se utilizzare il servizio o portare il pranzo da casa e consumarlo nel locale mensa dell’edificio scolastico. Quest’anno, invece, a seguito di una sentenza della Cassazione, il MIUR ha stabilito che il cosiddetto “panino da casa” non è più un diritto per i piccoli studenti.

Di conseguenza, i genitori si sono trovati al bivio: scegliere se iscrivere i figli alla mensa o portarli a casa per il pranzo. Un gruppo di genitori si sta mobilitando per fare in modo che chi non è pienamente soddisfatto del servizio e non ha la possibilità di tornare a casa possa recarsi nei locali dell’oratorio, adiacente alla scuola.

La scorsa settimana c’è stata un incontro tra i genitori e la parrocchia per visionare il locale che potrebbe ospitare i bambini per il pranzo sotto la sorveglianza di alcuni volontari, che dopo averli “prelevati” dalla scuola, li assisterebbero durante il pranzo. Questa potrebbe essere la soluzione migliore, quella che metterebbe tutti d’accordo. 

Il nuovo dirigente dell’Istituto comprensivo di Valdengo, Paolo Parolini, afferma: «Come scuola non possiamo fare altro che applicare la legge e rispettare il decreto, che tra le altre cose sottolinea anche la valenza educativa delle ore dedicate alla mensa. Inoltre, non abbiamo docenti da impiegare per garantire assisstenza ai bambini che vorrebbero portarsi il panino da casa. Ho notato però che il territorio si sta muovendo ottimamente per una possibile soluzione: c’è una mamma che si sta occupando di trovare un’alternativa con l’aiuto di Don Luigi, parroco del paese che, mostrando sensibilità su questo argomento, ha messo a disposizione un locale dell’oratorio».

Peraltro, il dirigente, fresco di nomina (ha preso servizio il primo settembre, arriva dal Veneto), ha dichiarato di non avere personalmente nulla in contrario rispetto al “panino da casa” e di comprendere le motivazioni di quei genitori che, magari avendo più di un figlio a mensa, lamentano un problema di carattere economico.

Dopo l’incontro della scorsa settimana in parrocchia, è possibile che l’impasse possa risolversi a breve giro di posta come sperano fin dall’inizio dell’anno scolastico molte famiglie di valdenghesi e non.

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