Termovalorizzatore di Cavaglià. Spallata del PD Biellese: “Impianto sovradimensionato e potenzialmente dannoso”

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Cittadini e associazioni ambientaliste, con l’appoggio di una parte minoritaria della politica biellese più attenta al tema della transizione ecologica, hanno già preso una netta posizione di contrasto al progetto proposto da A2A per la realizzazione di un nuovo termovalorizzatore a Cavaglià. Un impianto che, a regime, dovrebbe bruciare qualcosa come 280mila tonnellate di rifiuti all’anno. Un quantitativo talmente abnorme da superare abbondantemente il fabbisogno provinciale.

Nel pomeriggio di giovedì scorso, 17 febbraio, al Teatro Sociale “Villani” di Biella si è tenuto un incontro tecnico organizzato da Cosrab. Un appuntamento assurdamente “riservato”. Potevano parteciparvi solo i sindaci del territorio e agli amministratori comunali (non è stata ammessa nemmeno la stampa, ma si sa, per una certa parte politica la classe non è acqua…). Stop.

A chiunque altro l’ingresso era inibito, avallando così la classica e deplorevole immagine di una politica (amministrazione, in questo caso) che si rinchiude nei “palazzi”, che si nasconde, scappa, per non dover rendere conto ai propri danti causa, ovvero i cittadini.

È di ieri pomeriggio, invece, il comunicato stampa diffuso dal neo segretario provinciale del PD Biellese, Rinaldo Chiola, e della sua segreteria che stigmatizza tanto i metodi quanto il merito. Sbagliato rendere esclusivo un momento di approfondimento, sbagliato proporre un nuovo impianto laddove ne insistono altri.

Di seguito il testo completo del comunicato stampa di appena anticipato più sopra.

Giovedì 17 febbraio, a “porte rigorosamente chiuse” (ci piacerebbe conoscere le motivazioni per le quali sia stata inibita la partecipazione anche degli organi di stampa locale) si è svolto l’incontro organizzato da Cosrab, con invitati i Sindaci e i consiglieri comunali della provincia di Biella, di approfondimento del progetto dell’inceneritore da realizzarsi nel Comune di Cavaglià, proposto di recente dalla società A2A.

Ci è stato riferito dagli amministratori intervenuti che il convegno informativo ha fornito spunti di interesse, che meriteranno sicuramente ulteriori accurati approfondimenti.

La prof.ssa Deborah Panepinto (dipartimento di ingegneria dell’ambiente del territorio e delle infrastrutture del Politecnico di Torino) ha illustrato in generale il funzionamento degli impianti di incenerimento di ultima generazione, mentre il Prof. Pietro Salizzoni (professore di fluidodinamica ambientale presso l’Ecole Centrale de Lyon) ha approfondito il tema, sempre in generale, delle emissioni nell’ambiente di tali impianti.

Entrambi gli esperti hanno sostenuto che gli studi e l’analisi dei dati effettuati nelle aree sedi di inceneritori hanno dimostrato sostanzialmente che il livello di inquinamento di tali siti non ha subito particolari peggioramenti dopo la messa in funzionamento di tali impianti.

Di segno decisamente diverso è stato invece l’intervento dell’Ing. Marco Stevanin, consulente in ambito Nazionale ed Internazionale nel settore delle Valutazioni di Impatto Ambientale.

Stevanin, che ha approfondito in maniera molto particolareggiata il progetto dell’inceneritore A2A di Cavaglià, ha rivolto agli amministratori sue importanti considerazioni.

1) Innanzitutto ha evidenziato che ogni progetto di realizzazione di nuovi impianti deve essere contestualizzato nella realtà nella quale va ad inserirsi. A questo proposito l’Ing. Stevanin ha ben sottolineato che la qualità ambientale del territorio di Cavaglià è già fortemente compromessa a causa della presenza da anni di altri impianti di smaltimento e trattamento dei rifiuti. Questa circostanza deve dunque essere posta alla base di ogni seria e approfondita valutazione di impatto ambientale di ogni nuovo impianto da costruirsi nell’area di Cavaglià.

2) Partendo da questa premessa l’ingegnere ambientale ha giudicato del tutto incompleta e lacunosa la valutazione di impatto ambientale depositata da A2A insieme al progetto del termovalorizzatore di Cavaglià, tant’è che gli uffici competenti della Provincia di Biella hanno richiesto al proponente ben 61 integrazioni.

3) L’impianto di incenerimento di Cavaglià tratterebbe (meglio brucerebbe) 280mila tonnellate annue di rifiuti a fronte di una produzione dell’intera provincia biellese di 26mila tonnellate a monte del processo di trattamento meccano-biologico (18mila tonnellate a valle di tale trattamento).

Alla luce dei dati emersi nell’incontro di giovedì, il Partito Democratico Biellese ritiene che il progetto del termovalorizzatore presentato da A2A sia totalmente sovradimensionato rispetto alle esigenze del territorio biellese, che l’impianto si innesterebbe inoltre, producendo quantità rilevanti di emissioni di CO2 climalteranti, in un’area già fortemente compromessa dal punto di vista ambientale, provocando anche un preoccupante aumento del traffico di mezzi di trasporto con un ulteriore incremento dell’inquinamento dell’aria e che infine la logica sottesa al funzionamento di tale impianto contrasti con gli obiettivi dell’economia circolare e del recupero di materia oggi più che mai attuali in considerazione della crisi climatica ed energetica che interessa anche il nostro territorio.

Auspichiamo vivamente, come già espressamente richiesto ieri (giovedì scorso, ndr) al Presidente del Cosrab Bodo da parte del Presidente della Provincia Ramella Pralungo, che il Consorzio coinvolga quanto più possibile i Comuni consorziati (e tramite questi anche le comunità locali) nelle valutazioni e decisioni che dovranno assumersi nei prossimi mesi in riferimento al progetto dell’inceneritore di Cavaglià.

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