Stupefacenti e pandemia. Il monito del dottor Somaini, SerD Biella: “Attenzione agli effetti permanenti delle droghe sintetiche”

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Un anno molto difficile quello che si è appena concluso, lo sappiamo bene, e lo sappiamo tutti. Sono tanti gli indicatori statistici che lo confermano. La crisi economico-sociale innescata dalla pandemia da SARS-CoV-2 ha colpito duro, in modo differente ma trasversale tutte (o quasi) le fasce della popolazione italiana.

Quarantene e lockdown hanno inciso, in aumento, anche sul consumo di sostanze stupefacenti. I dati per il 2020 sono ancora in fase di elaborazione, ma prendendo spunto da un fenomeno che pare essersi consolidato anche nel recente passato, il ritorno sulla scena dell’eroina, abbiamo interpellato il dottor Lorenzo Somaini, responsabile del SerD (Servizio per le dipendenze) dell’Asl Biella.

Negli ultimi vent’anni anni di eroina, in Italia, non si è quasi più parlato. Le cronache hanno messo in formalina le immagini degli anni ’80 e ’90 che mostravano “i tossici” e le loro siringhe abbandonate ai margini delle strade, sono sparite le pubblicità progresso, le campagne di informazione nelle scuole e “l’ero”, nell’immaginario collettivo, è sbiadita, simile ad un fotogramma in dissolvenza.

«Durante i periodi di lockdown non abbiamo assistito, nel Biellese, ad una particolare impennata dei consumi di stupefacenti ma è vero che l’uso di eroina a cannabinoidi segna un trend di crescita costante tra giovani e giovanissimi – spiega Somaini -. Allo stesso tempo è in forte aumento il consumo di Nps (Novel psychoactive substances, ndr). Quanto all’eroina, è da qualche anno che assistiamo al suo prepotente ritorno sulla scena. Le ragioni sono molteplici, a partire dalla maggior disponibilità della sostanza determinata dalla demilitarizzazione delle zone di coltivazione e dall’accumulo, negli anni precedenti, di ingenti scorte. Per questo, i traffici sono aumentati e con l’esponenziale crescita dell’offerta i prezzi sono crollati».

Oggi la dose di eroina è diventata accessibile anche ai giovanissimi, che la possono comprare con pochi euro. È cambiato però il modo di assunzione: la vecchia siringa è finita per così dire in soffitta e lo stupefacente viene fumato o inalato. Secondo l’Italian Population Survey on Alcohol and other Drugs (IPSAD), uno studio del Cnr sui dati relativi allo stato delle tossicodipendenze, in Italia circa 700mila persone (l’1,7% della popolazione tra i 15 e i 64 anni) hanno fatto uso di eroina o altri oppiacei almeno una volta nel corso della vita.

Le cifre legate al consumo di eroina sono inferiori rispetto ad altri stupefacenti ma, come si diceva, in costante aumento. Il gradino più alto del podio è occupato dalla cocaina, con oltre un milione di consumatori, poi, sempre nelle posizioni di vetta, compaiono le sostanze psicoattive di nuova generazione, le droghe sintetiche. Nps è l’acronimo di “Novel psychoactive substances”.

Su Internet è possibile acquistare sostanze psicoattive, denominate “legal highs”, “smart drugs”, “designer drugs”. Purtroppo le informazioni reperibili in rete su questo tema sono ancora limitate. Ma il monito lanciato da Somaini è chiarissimo, e inquietante: «Non esistono farmaci per il trattamento delle dipendenze da Nps. Spesso si confonde la pericolosità di una sostanza psicoattiva con la sua additività, cioè la sua capacità di creare dipendenza. Quindi si pensa erroneamente che più una droga provoca dipendenza più sia pericolosa. Non è così. L’eroina, ad esempio, ha un alto tasso di additività, ma è meno pericolosa di uno stupefacente sintetico, che anche se assunto poche volte o per periodi limitati di tempo può provocare negli anni disturbi psichiatrici permanenti. Il problema è che c’è pochissima consapevolezza di questi effetti a lungo termine nei giovani e giovanissimi consumatori».

Il Ser.D di via Lorenzo Delleani

Il responsabile SerD dell’Asl di Biella sottolinea che «l’approvvigionamento di Nps non avviene più per il tramite dei consueti canali di spaccio, ma in rete, quindi a portata di smartphone, con pochi click. La merce arriva dove indicato dall’acquirente in confezioni assolutamente anonime e nel giro di 24/48 ore. Per ogni sito intercettato e bloccato dalla Polizia Postale ne aprono altri dieci. In considerazione dell’accessibilità ad Internet, credo che per informare e sensibilizzare i ragazzi di età compresa tra i 14 e i 19 anni sia il caso di pensare a delle campagne mirate, proprio attraverso il web».

Secondo un recente studio ESPAD (European School Survey Project on Alcohol and Other Drugs) su un campione di quasi 41mila studenti, è emerso che molti di loro ammettono di aver assunto una o più sostanze senza sapere di cosa si trattasse: per il 58.5% si è trattato di un’esperienza circoscritta a 1-2 volte, mentre il 23.5% ha fatto uso di sostanze di cui ignorava la composizione per oltre 10 volte.

Oggi il consumo di sostanze stupefacenti, a detta di molti osservatori e addetti ai lavori, risponde a un bisogno di autocura, a un’ansia del futuro e del vivere che sono sempre più presenti tra gli adolescenti. Il mercato non fa altro che rispondere a una precisa richiesta, fornendo una pronta e pericolosissima risposta.

Nelle scuole è più comune che gli studenti ricevano informazioni sulla dipendenza dal gioco d’azzardo e su bullismo e cyberbullismo che sull’uso di droghe.

In poche parole, si è un po’ smarrita la bussola della prevenzione.

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