Stop agli impianti sciistici. Non si placano le polemiche: il videomessaggio del presidente Cirio a Mario Draghi

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La prima vera tegola sul neonato governo Draghi è rappresentata dallo nuovo stop imposto agli impianti sciistici nemmeno 12 ore prima della riapertura. Mentre la polemica per il mancato rispetto delle “quote rose” nell’esecutivo ha fatto imbufalire, giustamente, le donne di tutto il centrosinistra, questa ennesima mazzata agli operatori della montagna (che peraltro avrebbero riaperto solo al 30%) ha scontentato proprio tutti.

Non accennano minimamente a placarsi le polemiche seguite alla firma dell’ordinanza del confermato ministro alla Salute, Roberto Speranza. Quando nel tardo pomeriggio di ieri, domenica 14 febbraio, si è diffusa la notizia, sono insorti praticamente tutti. Tra i primi ad esprimere rammarico e sconcerto per una decisione oggettivamente assurda, se non altro per i tempi, sono stati il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, e il suo assessore allo Sport, Fabrizio Ricca.

Lo stesso Cirio, oggi, ha diffuso un videomessaggio con il quale invoca l’intervento diretto del premier Mario Draghi per dare un segnale di discontinuità rispetto al precedente esecutivo, il Conte 2. «Dimostri lui che la musica è cambiata, che il nuovo governo ha rispetto delle imprese, ha rispetto di chi lavora, ha rispetto delle aziende. Aziende che non vedono un futuro se non con l’aiuto da parte dello Stato. Oggi questo noi chiediamo al governo: ristori immediati, ristori certi, ma soprattutto rispetto per chi non chiede altro di poter lavorare», afferma il governatore del Piemonte.

La giunta regionale si è riunita questa mattina in seduta straordinaria per affrontare il tema della mancata ripartenza dell’attività degli impianti di sci, decisa ieri sera dal governo. Presenti in videocollegamento anche Giampiero Orleoni (foto qui sotto) e Nicola Bosticco, presidente e vicepresidente di Arpiet, l’associazione che rappresenta i gestori degli impianti di risalita piemontesi.

In giornata la Regione scriverà al governo per risollecitare l’attivazione immediata dei ristori che gli operatori del settore attendono da mesi (parametrati sul modello francese, che prevede un ristoro di circa il 50% dei ricavi annuali), ma anche un ulteriore indennizzo per le cinque false partenze subite dal comparto fin dall’avvio della stagione invernale (la prima per il ponte dell’Immacolata, poi ancora il 20 dicembre, il 7 e 18 gennaio e adesso il 15 febbraio), che hanno causato un aumento dei costi fissi del 20%.

Nel pomeriggio l’assessore agli Affari Legali Maurizio Marrone verificherà con l’avvocatura della Regione la possibilità di costituirsi parte civile, al fianco dei gestori degli impianti, per chiedere indennizzi proporzionati alla quantificazione dei danni, mentre gli assessori allo Sport, Fabrizio Ricca, e al Turismo e Commercio, Vittoria Poggio, incontreranno il neoministro del Turismo, Massimo Garavaglia.

Stamattina invece il presidente Cirio, insieme al vicepresidente e assessore alla Montagna, Fabio Carosso, si è confrontato con il ministro agli Affari regionali Mariastella Gelmini per chiedere una immediata convocazione delle Regioni che hanno nel sistema invernale uno dei comparti economici strategici per il proprio territorio. Un settore che dà da vivere a migliaia di famiglie e che oggi rischia il collasso.

Sempre in giornata, il governatore Cirio trasmetterà anche al presidente del Consiglio Draghi una memoria con le istanze urgenti che la Regione chiede al governo per sostenere il sistema della neve.

«La Regione Piemonte ha previsto di stanziare immediatamente 5.3 milioni di euro come ristori per gli impianti sciistici nuovamente penalizzati da una politica di chiusura intempestiva e annunciata con nessun anticipo
sottolineano Cirio e Ricca -. Una dinamica, questa, che ha reso impossibile una politica di pianificazione delle aperture per la stagione sciistica e ha causato ulteriori danni a quelli già ingenti che la pandemia ha provocato anche a questo comparto. La giunta delibererà venerdì queste risorse che sappiamo non essere sufficienti, ma che sono un modo immediato per dare ossigeno a un settore che per il Piemonte è strategico. Ci aspettiamo che Roma si attivi subito per fare la sua parte e come primo atto avvii immediatamente i ristori per lo sci».

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