Seab. Buco da oltre 900mila euro? Bilancio già approvato ma qualcuno parla di “gestioni fallimentari”

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Strana città, Biella. Davvero strana. Solo qui, forse, gente sotto processo si permette il lusso, o l’ardire, di attaccare (“ispirando” soggetti terzi) dalle colonne di un bisettimanale locale amministratori pubblici per gettare su di loro l’ombra e l’onta di gestioni “fallimentari” e cercando di alimentare così la sempre rodatissima e solertissima macchina del fago.

Sì dà il caso, però, piccolissimo particolare derubricato al rango dell’irrilevanza, che l’accusatore per interposta persona sia proprio quel Silvio Belletti finito sotto i riflettori della Guardia di Finanza prima e della Procura cittadina poi per la sua gestione della stessa Seab di cui, oggi, è presidente Claudio Marampon.

Nelle more del dibattimento, ci si aspetterebbe che l’imputato avesse quel minimo di “amor proprio” tale da consigliargli il silenzio, in attesa di risolvere in un senso o nell’altro le sue pendenze con la giustizia. E invece no.

In mezzo a tutta questa pantomima da fegati irrimediabilmente inaciditi ci sta il bilancio di Seab, peraltro già approvato a larghissima maggioranza dall’assemblea degli azionisti, ovvero i sindaci dei Comuni biellesi. Solo quattro i voti contrari, quelli di Mottalciata, Quaregna-Cerreto, Cerrione e Verrone. Tutti gli altri sindaci del territorio, tanto trasversalmente quanto improvvidamente, hanno votato a favore. Senza nemmeno richiedere l’audizione del collegio dei revisori.

Proprio dalla relazione di questi ultimi parte l’arringa “dell’ispirata” consigliera di minoranza del Comune di Candelo, Elettra Veronese, che lamenta un buco (perdita d’esercizio) di oltre 900mila euro, incredibilmente sfuggito al vaglio critico dei sindaci biellesi che hanno approvato il bilancio di Seab.

A queste accuse ha già replicato lo stesso “convenuto” Marampon, spiegando che la cifra di cui sopra non è ma stata “messa a perdita” perché fa riferimeto a crediti ancora esigibili afferenti a due voci: 1) insoluti 2004-2010 (periodo in cui – siete seduti? – era amministratore delegato della spa in mano pubblica proprio Silvio Belletti) per oltre 600mila euro; 2) arbitrato Aimeri, in fase di risoluzione a favore di Seab (dopo una sentenza del Tar e una del Consiglio di Stato) per oltre 300mila euro.

A questo punto verrebbe da chiedersi: di cosa stiamo parlando? Boh. Forse il nulla ha più senso e più immanenza. Sarà il caldo d’agosto, anzi, la turbolenza dei primi temporali ad agitato gli animi? Sarà un femmineo desiderio di visibilità condito da una quota parte di civetteria da minoranza consiliare? Mah, non ci è dato sapere…

Sta di fatto che l’attuale numero uno di Seab fa una riflessione ampiamente condivisibile quando afferma che “se io fossi in lui (Belletti, ndr), starei molto concentrato sulla mia difesa nel processo, invece di diffondere informazioni distorte su situazioni non vere: in particolare, si fa riferimento a crediti insoluti e all’arbitrato Aimeri dimenticando che io sono stato nominato in Seab nel 2016, mentre le situazioni richiamate risalgono agli anni compresi tra il 2004 e il 2010. Per maggiori dettagli, il mio consiglio è citofonare Belletti”.

 

 

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