Oropa. Funivie a rischio chiusura? Forse. Ma che fine hanno fatto i soldi che dovevano arrivare dalla Regione?

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Come ciclicamente accade da anni, i traballanti bilanci della Fondazione Funivie Oropa tornano ad agitare il sonno di amministratori e soci dell’ente, oltre che dei tanti biellesi appassionati di montagna e affezionati, in particolare, alla Conca di Oropa.

A lanciare l’allarme, nei giorni scorsi, è stato il presidente in carica, Gionata Piarali. Dopo l’opera di risanamento portata a termine dalla gestione precedente, targata Andrea Pollono, che per la prima volta da tempo immemore è riuscita a riportare i conti in attivo, la pandemia rischia di far saltare il banco.

Mancano circa 200mila euro, indubbiamente una cifra importante, ma non certo impossibile. Si tratterebbe, in effetti, di mettere la classica pezza in attesa della riapertura degli impianti e della stagione estiva, che quest’anno potrà contare sulla V Centenaria Incoronazione della Vergine Nera come ulteriore volano turistico.

Sulla questione sono intervenuti anche i consiglieri comunali del PD Biellese, che hanno chiesto conto all’Amministrazione Corradino, forte di un avanzo di bilancio che potrebbe tranquillamente puntellare i conti in rosso della Fondazione: ci sono infatti ancora 600mila euro da destinare.

Venerdì scorso, tra l’altro, è stato comunicato il riparto alle Regioni delle somme destinate al comparto montagna dal governo Draghi: al Piemonte spettano circa 19 milioni di euro (+ altri 8 per i maestri di sci). Soldi che vanno ad aggiungersi a quelli già stanziati dalla giunta Cirio, vanto del centrodestra – anche biellese – che governa la Regione.

Sarebbe interessare capire se quelle cifre siano già state erogate o se riposino ancora comodamente nelle casse regionali.

A questo punto, sembra credibile che a breve possa arrivare un po’ di denaro fresco a garantire il cashflow della Fondazione. Ma nel frattempo? Può essere che Gionata Pirali abbia solo voluto mettere le mani avanti, ma anche no. La cosa certa è che i creditori vogliono essere pagati, e ci mancherebbe.

Sarebbe davvero il colmo se Biella Città Alpina 2021, per incapacità o negligenza, riuscisse a perdere uno degli impianti a fune più antichi e suggestivi di tutto l’arco alpino. Si tratterebbe di una sconfitta per tutti: politica, amministrazione e comuni cittadini.

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