Natale 2020. A pancia piena, una riflessione difficile da digerire… O no?

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Almeno ora, proprio ora, che avete finito di pranzare, ascoltatemi un attimo. Datemi retta, un po’ d’attenzione, per piacere! Lasciate che vi dica una cosa, è per il vostro bene.

Ho provato a fermare la giostra. A chiudervi in casa, a farvi riflettere. Ho provato a privarvi di affetti e ricchezze, per farvi pensare.

Io per primo ho creduto che il sacrificio di alcuni potesse diventare redenzione per molti.

Sbagliavo.

Troppi non hanno ancora capito.

Alcuni dicono che non esisto, altri che è meglio sacrificare decimali statistici piuttosto che bloccare il grande impero dell’economia globale.

La ruota del criceto deve continuare a girare. Senza sosta. Perché? Non importa, deve girare. E se gira più veloce, beh, ancora meglio.

Nemmeno a Natale riuscite ad andare d’accordo, a capire che ci sono momenti in cui occorre saper deporre le armi e concentrarsi sulla sacralità della vita. Nemmeno oggi, che ho cercato di restituirvi il vero senso del Natale.

Un Natale semplice, come lo fu, oltre duemila anni fa, quello originale, quello della Natività.

Non bastano le tante sedie vuote intorno alle vostre tavole imbandite per togliervi la voglia di ingozzarvi, di ubriacarvi della vostra arroganza, prepotenza, ignoranza.

Invece di nutrire la vostra mente, continuate a riempire come otri le vostre pance, che prima o poi esploderanno.

Forse non sarò io a sconfiggervi. Siete vicini, ci siete quasi…

Presto sarete voi a sconfiggere me. Vi salverete, per un po’. Ma per quanto? Quale eredità lascerete ai vostri figli, ai vostri nipoti? E a chi verrà dopo di loro?

Tra qualche mese potrete finalmente tornare alle vecchie abitudini: a riabbracciarvi, certo!!! Molto bello, ma tornerete anche ad arricchirvi a scapito dei vostri simili, ad uccidervi a vicenda, a tramare, insabbiare, mistificare.

A INQUINARE.

State distruggendo, consapevolmente, il pianeta che vi ospita. Un pianeta bellissimo, stuprato dai vostri interessi e dalla vostra avidità.

Dalla foresta amazzonica ai ghiacci del Polo. Tutto muore, sotto i colpi della vostra miopia.

Il mondo perisce sotto i vostri occhi, e voi non sapete fare altro che assistere, colpevolmente inermi, alla sua e alla vostra condanna.

L’esecuzione è solo rimandata. Sì, perché ad un tratto non sarà più possibile tornare indietro.

E allora, solo allora, dopo avermi sconfitto da tempo, capirete che il virus più letale non sono io.

Non resta farvi un augurio, nel giorno di Natale: fate presto, trovate un vaccino!

Vostro, SARS-CoV-2

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