Museo del Territorio Biellese presta opere a mostre internazionali e diventa “Museo in movimento”

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Un “Museo in movimento”, è così che si può definire in questi mesi (ma non solo) il Museo del Territorio Biellese visti gli ultimi importanti e prestigiosi prestiti verso musei nazionali ed internazionali.

Da giugno ad ottobre tre pezzi pregiati della collezione Storico-Artistica hanno raggiunto le sedi di Assen (Paesi Bassi,) Pisa e Bruxelles.

Il primo a partire lo scorso giugno è stato Emilio Longoni con le “Riflessioni di un affamato”, olio su tela del 1894 proveniente dalla Collezione Blotto Baldo, che è attualmente esposto al Drents Museum di Assen per la mostra “Sprezzatura. Cinquant’anni di pittura italiana 1860-1910”, accanto ad altri capolavori di, tra gli altri, Segantini e Pellizza da Volpedo. Dopo Assen, Longoni non tornerà ancora in Museo, ma sarà tra i protagonisti della mostra “Divisionismo. La rivoluzione del colore” che inaugurerà il prossimo 23 novembre al Castello Visconteo Sforzesco di Novara.

Ad inizio ottobre, invece, il “Meriggio a Sagliano” di Carlo Carrà, olio su tavola del 1904, ha lasciato il Museo cittadino per approdare a Palazzo Blu – Pisa per la mostra “Futurismo”, che ha aperto al pubblico l’11 ottobre, insieme ad altri maestri del Futurismo come Boccioni, Russolo, Balla, Severini.

Infine, sempre nel mese di ottobre “L’épreuve du sommeil” di René Magritte, olio su tela proveniente dalla Collezione Lucci, è arrivato a Bruxelles al Royal Museums of Fine Arts of Belgium per l’importante esposizione “Dalì&Magritte”, inaugurata lo scorso 11 ottobre e visitabile fino a febbraio 2020.

«Questi ultimi prestiti, oltre ai numerosi concessi già negli scorsi anni, testimoniano l’importanza del patrimonio che conserviamo nel nostro Museo – dichiara l’assessore alla Cultura, Massimiliano Gaggino -. Un patrimonio che è richiesto ciclicamente per progetti espositivi di rilevanza internazionale e merita di essere continuamente scoperto e riscoperto visitando le nostre collezioni e seguendo le iniziative del Museo anche attraverso le pagine social (Facebook, Intagram e Twitter) e gli hashtag #innamoratidelmuseo e #museoinmovimento».

c.s.

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