Meraviglia e stupore, vera essenza della filosofia e della nostra vita

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Gli uomini, sia nel nostro tempo che da principio, hanno cominciato a filosofare a causa della meraviglia, poiché dapprincipio essi si meravigliavano delle stranezze che erano a portata di mano, e in un secondo momento, a poco a poco, procedendo in questo stesso modo, affrontarono maggiori difficoltà, quali le affezioni della luna e del sole e delle stelle e l’origine dell’universo. (Aristotele)

È proprio la filosofia che può rieducarci alla contemplazione del mondo e al pensiero, proprio perché essa ha origine dalla meraviglia. Già il filosofo Aristotele nel primo libro della “Metafisica” sottolineava questo aspetto, affermando che “gli uomini hanno cominciato a filosofare, ora come in origine, a causa della meraviglia”.

Il thauma (parola greca che significa appunto meraviglia, timore) è il vero e proprio movente dell’esercizio della filosofia, e uno dei grandi motori della vita.

Per Platone “la meraviglia è propria della natura del filosofo; e la filosofia non si origina altro che dallo stupore”.

Se non fosse stato per la meraviglia e lo stupore, l’uomo non avrebbe indagato la realtà, e non avrebbe mai iniziato a filosofeggiare.

Siamo ancora in grado di meravigliarci di qualcosa nell’epoca in cui viviamo? Cosa provoca in noi meraviglia e stupore? Cosa muove il nostro animo, coinvolgendolo ed emozionandolo?

Oggi tutte le informazioni, grazie al progresso della tecnologia, giungono immediatamente ai nostri occhi e orecchie. Il mondo vive di corsa, si cresce abituati ad avere tutto e subito. L’uomo non è più curioso, e diviene avido, non prova più stupore e meraviglia.

Spesso le cose per cui proviamo meraviglia e stupore sono infatti a portata di mano, praticamente sotto i nostri occhi, ma tendiamo a non accorgercene, o a darle per scontate. Spesso molte persone non si soffermano più ad ammirare certi spettacoli della natura, li danno per scontati.

Sappiamo che il sole sorge e tramonta ogni giorno, quindi dinnanzi ai colori dell’alba e del tramonto non ci meravigliamo più. Sappiamo che al calar della notte il cielo può riempirsi di stelle, per questo non ci stupiamo più dinnanzi ad un cielo ricco di puntini luminosi.

Foto Elisa Dipré, Riomaggiore 11-01-2020

Secondo me, non dobbiamo mai smettere di stupirci, di sorprenderci, ma dobbiamo al contrario conservare la curiosità, la sete di conoscenza, di nuove scoperte.

Sono le cose semplici quelle che veramente meravigliano e stupiscono.

Io ad esempio provo ancora meraviglia e stupore per un tramonto, per la natura incontaminata, la montagna, di fronte alla possibilità di viaggiare, ammirare un panorama, il mare in inverno, il cielo stellato sopra di me; scoprire luoghi, città mai visitate, ammirare le bellezze artistiche, osservare la luna piena, i colori dei fiori, le stelle…

D’altronde, il mondo è la nostra casa e va esplorata e vissuta pienamente.

Viaggiare per me è puro godimento. Gli occhi che mi si riempiono di forme e di colori, il cuore che colmo di emozioni, la mente che si arricchisce di esperienze e approcci alla vita che altrimenti non potrei mai imparare.

Le emozioni che regala il viaggiare sono “emozioni particolari”. Sono qualcosa di unico e inimitabile. Viaggiare mi fa sentire come una bambina che vede il mare per la prima volta, rimango a bocca aperta con il sorriso stampato sulle labbra.

Bastano un paio di giorni in una città nuova e la mente aperta alle scoperte, alle emozioni per provare quella sensazione così naturale e in un certo senso innata, a dire “wow” solo con gli occhi e il cuore.

Il viaggio per me è questo: meraviglia, scoperta, sorpresa, condivisione con una persona speciale al proprio fianco. Io non smetto mai di stupirmi, ma soprattutto non smetto di sognare cercando di non dare nulla per scontato. Voglio e so ancora meravigliarmi.

Ovunque io sia stata sono sempre tornata a casa insieme a un nuovo pezzetto di me, risvegliato dal torpore e pronto a stupirsi e gioire di nuovo.

Sapete qual è il modo perfetto per conoscere il mondo? Lasciarsi ispirare e non smettere mai di entusiasmarsi, giorno dopo giorno: la stessa attitudine dei bambini, che si lasciano coinvolgere e si stupiscono, ogni attimo, incessantemente.

Viaggiate, camminate in montagna, al mare, in città, scoprite luoghi nuovi, lasciatevi rapire dal paesaggio, dai sapori, colori e profumi che la natura ci regala.

Foto Elisa Dipré Via Spluga

La mia speranza è che quest’articolo possa risvegliare la meraviglia per la nostra stessa capacità di meravigliarci.

L’innocenza della curiosità è da salvaguardare, così come lo stupore, perché proprio da essi deriva il piacere della scoperta in ogni fase della nostra vita.

E… ricordiamoci che, come sosteneva Albert Einstein, “chi non riesce più a provare stupore e meraviglia è già come morto e i suoi occhi sono incapaci di vedere”.

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