Mazzata del Covid sul gioco legale. Profondo rosso per scommesse sportive, Bingo, Superenalotto, Gratta & Vinci

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Il doppio lockdown che il governo italiano ha deciso per bloccare l’epidemia da Covid-19 ha avuto come effetto collaterale, e parzialmente atteso, il crollo dell’economia nostrana. Una conseguenza prevedibile, un rischio da correre. Un problema che adesso va risolto.

E va risolto soprattutto i quei settori che più degli altri hanno trainato le casse statali e che adesso invece escono dalla pandemia con le ossa a pezzi. Primo fra tutti: il gioco legale.

IL CROLLO DEL GAMBLING

Il Libro Blu 2020, il report annuale di ADM, ha messo in evidenza come nel 2020 solo per le scommesse sportive ci sia stata una perdita del 33.2%. Le giocate, in particolare, sono state pari a 508 milioni di euro, vale a dire -33.2% rispetto al 2019. Nello specifico si nota: Valle d’Aosta (-75,4%), Trentino Alto Adige (-37,5%), l’Emilia Romagna (-35,5%), il Lazio e la Lombardia (-35,2%).

Le perdite maggiori, per quanto riguarda il Bingo (che in totale ha perso quasi la metà del suo giro d’affari), sono invece fatte registrare in Abruzzo (dove si è toccato il picco del -78%) a cui seguono poi Calabria ( con un -69,8%), Lazio (-65,5%), Umbria (-64,8%) e Lombardia (-64,4%).

Perde anche Superenalotto, portandosi dietro tutti gli altri giochi numerici a totalizzatore nazionale come SiVinceTutto, WinforLife ed Eurojackpot. Il calo registrato è del -25,4% ma in alcune regioni il crollo è stato più marcato. È il caso dell’Umbria (-36,5%), del Trentino Alto Adige (-36,2%), della Toscana (-34,2%) e del Piemonte (-32,3%).

La Lombardia, invece, ha registrato un +637,8%, riconducibile però a una vincita fatta a Lodi nell’agosto del 2019, per una cifra record di 209 milioni di euro. Infine calano anche i Gratta & Vinci, la cui spesa nel 2020 ammonta a 2,1 miliardi di euro, vale a dire -15% rispetto ai 2,47 miliardi registrati nel 2019. A calare, in questo caso, sono: Calabria (-22,6%), Abruzzo (-20,5%), Lombardia (-19,3%) ed Emilia Romagna (-18%).

L’IPOCRISIA DEL PIEMONTE

Serve una mano, importante, dalla politica per far ripartire l’intero settore. Ne è convinto Massimiliano Pucci, presidente di Astro, che sottolinea quanto successo nella nostra regione: «In Piemonte i partiti che volevano togliere le slot dai bar hanno firmato nelle piazze per legalizzare la cannabis. Questa è ipocrisia. Rischiamo di subire le due peggiori riforme possibili. Il settore non è coinvolto nelle fasi importanti di riforma del settore. Il timore è avere l’ennesima riforma a danno del settore che non comprenda le necessità di chi vi opera. Non perdiamo l’occasione di intervenire nella riforma dei giochi».

c.s.

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