Lettere alla redazione. Un cittadino biellese ci scrive: “Possibile che sia così difficile parlare con il proprio sindaco?”

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Riceviamo e pubblichiamo integralmente la lettera inviata alla nostra redazione da un lettore, residente al Vandorno, che da tempo (oltre due mesi) chiede un incontro con il sindaco di Biella Claudio Corradino. Purtroppo, però, l’appuntamento con il primo cittadino non è ancora stato fissato e le proposte di confronto inoltrate dal nostro lettore restano tuttora lettera morta.

Non sono abituato a comparire, forse anche per questo mi tengo lontano dai partiti, tuttavia voglio ancora approfittare della Vostra testata per condividere alcune riflessioni che credo importino alla cittadinanza. Già, questa parola viene spesso usata e abusata, e non tutti si ricordano il suo vero significato. Non lo rammenta neppure il sindaco, che ignora il diritto dei cittadini di essere ricevuti e ascoltati.

Prendendo in mano lo Statuto del Comune di Biella si trova la parola “cittadino/i” ben 27 volte in 33 pagine e poi ci sono i tanti atti e regolamenti che menzionano la cittadinanza e i loro diritti, sottolineando l’impegno dell’Amministrazione comunale. Ma quali sono questi diritti? O forse è meglio chiedere perché non si riesca a farli passare dalla carta alla pratica. Già, chiedere un incontro al sindaco, nonostante se ne abbia diritto, è impossibile. Aspetto una risposta da ormai due mesi e so che non arriverà mai.

Una lampadina che si brucia dovrebbe essere notata dagli addetti del Comune (compresi gli agenti della Polizia Municipale), segnalata agli uffici competenti e sostituita. Invece a fare le segnalazioni sono i cittadini (nulla di male) che assistono all’immobilismo assoluto. Il problema resta irrisolto, anche se è cosa da poco, rappresenta l’incapacità dell’Amministrazione. Ma anche gli altri problemi che ho cercato di rappresentare al Comune sono rimasti praticamente lettera morta.

Non posso parlare con il sindaco del Comune in cui vivo, e ciò mi lascia perplesso.

Ma poi ho letto su varie testate che il primo cittadino ha bollato la petizione dei cittadini del Piazzo come un’azione strumentale. Il sondaggio tra i residenti di Biella segnala un calo di consensi e lui “non si preoccupa”. La storia è ricca di personaggi che si ritenevano depositari della verità e non si curavano dei cittadini, ma certo nessuno di loro viene ricordato in modo positivo.

Forse anche il nostro sindaco vuole entrare nella storia locale come il peggiore primo cittadino, fare da esempio negativo. Corradino non è il primo a sedersi sulla poltrona di via Battistero con l’aria da bonaccione a fare l’amico dei cittadini e prendere ordini dai capi partito, ma è quello che pecca di più nel rapporto con i cittadini, fatta esclusione per gli amici.

Già, lui e chi ha intorno sono i possessori della verità e rifuggono il confronto. Quando loro si sentono minacciati alzano la barriera e lanciano accuse di parzialità e strumentalizzazione.

Il podestà (si sarebbe chiamato in altri tempi) è perennemente impegnato in una campagna elettorale che lo vede lontano dai problemi, ma ben presente tra dirette Facebook (in cui polemizza, racconta fatti inutili e riesce a confondere sulle regole da seguire nell’emergenza Covid perché non le ha capite nemmeno lui) e in fotografie quasi con chiunque.

Forse riuscirebbe persino ad arrampicarsi su una pianta per farsi ritrarre in occasione dell’inaugurazione di un nido di merli piuttosto che mettere mano alle questioni che stanno a cuore alla città e a chi la vive.

Ma il suo partito, la Lega Nord, non era quella che ha fatto eleggere un consigliere comunale del Vandorno, Roberto Desirò, divenuto famoso perché mandava un fax al giorno all’allora sindaco Susta sui problemi cittadini? Ah, già, poi lo ha cacciato a calci…

Ma questo quartiere, che ha comunque contribuito a far prendere voti al sindaco in carica, ne ha di politici, a partire dalla ex senatrice Favero, perché non ci si muove un po’?

Perché non facciamo una petizione a norma del regolamento comunale? Non per chiedere al sindaco qualcosa, ma per mandarlo a casa! A cosa serve avere un modello che dove non ci sono riflettori e macchine fotografiche non si presenta? Ci meritiamo davvero un sindaco così?

Lui forse vuole prendere il posto di Pichetto o seguire le orme di Azzolina, ma per arrivare a Roma servono i voti del territorio…

Lettera firmata
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