Lettere al giornale. Luigina e Salvatore guariti dal Covid: “Al Degli Infermi abbiamo incontrato competenza e umanità”

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Storie di Covid. Mentre l’Italia e gli italiani sono oziosamente e stucchevolmente impegnati a discutere (e litigare) su “zone rosse”, pranzi e cene con o senza parenti/congiunti, a lanciare scomuniche e anatemi all’indirizzo del governo, del ministro della Salute, Roberto Speranza, o del Cts; mentre in Germania, Svizzera, Austria, Inghilterra chiudono tutto, noi biellesi, per lo meno, abbiamo la possibilità di rendere omaggio al nostro ospedale e a chi ci lavora dentro.

Nella consapevolezza che se proprio dovessimo avere bisogno di assistenza sanitaria, finanche di ricovero, possiamo fare affidamento su strutture e personale di prim’ordine. Perché a fronte di chi si sente scippato del Natale e del Capodanno, c’è ancora gente che si ammala, in alcuni casi muore (ieri ancora 674 decessi e indice Rt che risale dopo diversi giorni in diverse Regioni italiane), in altri viene curata con competenza e dedizione, e infine dimessa.

Spesso, queste persone, quelle che ce l’hanno fatta, una volta risvegliate dall’incubo della pandemia si sentono in dovere di testimoniare la loro esperienza. Ecco quindi che oggi pubblichiamo integralmente la lettera di due coniugi biellesi guariti dal coronavirus al “Degli Infermi”. Guariti perché curati, e curati bene.

Gentili lettori,

vorremmo parlarvi dell’Ospedale di Biella nel quale mio marito ed io siamo stati curati recentemente dopo aver contratto la polmonite da Covid 19.

Nei reparti in cui siamo stati curati abbiamo incontrato competenza e umanità, in una parola sola un’eccellenza che è davvero lontana dalle critiche che a volte si sentono sulla nostra sanità. Ci siamo ammalati insieme e siamo stati ricoverati a distanza di un giorno l’una dall’altro in due reparti differenti. Entrambi abbiamo incontrato professionisti competenti e persone speciali.

Io ero al quarto piano, nel reparto Covid D.O. 4B, con lo staff guidato dai dottori Sacco e Manzoni e dalla dottoressa Nelva.

Mio marito era al secondo piano, in medicina B, dove la dottoressa Morgante e il suo staff hanno affrontato con competenza e umanità la sua situazione, in particolar modo, nel momento in cui, vista la gravità ha dovuto far ricorso al casco per quasi una settimana.

A tutti, medici, infermieri e personale di supporto va il nostro ringraziamento per le cure e le belle parole di incoraggiamento, un prezioso conforto e aiuto nei momenti di paura e solitudine causati dall’isolamento.

Vogliamo ringraziarli ancora di cuore per tutto quello che hanno fatto e che continuano a fare tra mille difficoltà.

Luigina e Salvatore

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