Le Consigliere di Parità della Provincia di Biella puntano il dito: “Al convegno dell’UCID solo relatori maschi”

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A proposito di neologismi, e di inglesismi… Forse non sono molte le persone che conoscono il significato del sostantivo “manel”. Nasce dall’unione delle tre parole inglesi “man-all-panel”“Manel”, nel linguaggio comune, si riferisce a quegli eventi (incontri, convegni, seminari, conferenze) in cui sono coinvolti solo oratori uomini, solo maschi.

L’altra metà del cielo, come se non esistesse. Eppure, all’alba del XXI secolo, di professioniste, in tutti i settori dello scibile umano, ce ne sono tante. Escluderle diventa, evidentemente, una forma di discriminazione basata sul genere.

Per questo motivo le Consigliere di Parità della Provincia di Biella hanno deciso di mettere i puntini sulle “i” rispetto ad un evento programmato per sabato 4 dicembre prossimo. Si tratta del convegno dal titolo “PROGETTARE LA CITTÀ – PROGETTARE IL TERRITORIO” organizzato dall’Unione Cristiana Imprenditori e Dirigenti.

Con buona pace della cristiana uguaglianza uomo-donna…

Di seguito il comunicato stampa diffuso da Ilaria Sala (Consigliera di Parità Effettiva) ed Erika Vallera (Consigliera di Parità Supplente).

“Spiace constatare che sia stata organizzata un’iniziativa che vede un panel di esperti composto da soli uomini convocati per discutere di politica, amministrazione e urbanistica per valorizzare il nostro territorio. Ciò rappresenta in maniera molto chiara come il dibattito pubblico nel nostro Paese sia quasi totalmente maschile, come se non vi fossero figure professionali di sesso femminile in grado di essere all’altezza dell’argomento trattato.

Ilaria Sala

Un tavolo di lavoro solo maschile si traduce in un atteggiamento culturale di natura discriminatoria.

A dimostrazione del fatto che non siamo di fronte ad un episodio isolato è la nascita di una parola dedicata, che esprime esattamente quello che accade: Manel. È un termine che mette insieme “man” e “panel” ed è ormai di uso comune anche in Italia.

L’abitudine a perpetrare questo schema, fa sì che non si possa più parlare di fatti isolati, ma di un sistema di rimozione di genere che esiste e continua ad esistere.

Siamo convinte che sul nostro territorio vi siano architette, urbaniste, politiche in grado di portare il loro apporto professionale e umano sul tema, con competenza e professionalità, che invece vengono escluse per una sorta di automatismo di cooptazione maschile.

Erika Vallera

Conosciamo la presenza del famoso “soffitto di cristallo” che impedisce alla professionalità femminile di raggiungere la giusta valorizzazione. Negli anni però è emerso che laddove il problema è stato riconosciuto, l’inversione di marcia è stata possibile e, anzi, ha reso qualsivoglia dibattito più meritevole, centrato e completo.

Poiché c’è ancora un po’ di tempo, invitiamo gli organizzatori e i partecipanti a riflettere sul fatto che includere le donne ed allargare la gamma di prospettive non è incompatibile con programmi di qualità, prendendo questo nostro intervento come occasione per migliorare e rivedere il palinsesto includendo un adeguato numero di professioniste del nostro territorio che saranno certamente in grado, almeno al pari dei relatori presenti, di discutere sul tema, arricchendolo con la propria diversità di visione, complementare ma non opposta, e portando il punto di vista di una fetta importante della popolazione, le donne”.

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