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L’Amministrazione Corradino di scena al Sociale. Ciao mamma, vado a teatro. C’è il Consiglio comunale…

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Ciao mamma, esco.
Dove vai, figliolo?
A teatro.
A teatro? E a fare cosa?
C’è il Consiglio comunale.

Con l’avvento di Re Claudio, il fulcro della vita politico/amministrativa cittadina, il Consiglio comunale, si è trasformato in un momento di puro, sfavillante folklore. Già quando l’assemblea, come sempre accade, si svolge a Palazzo Oropa. Figuriamoci se, causa SARS-CoV-2, la seduta viene dirottata sul Teatro Sociale “Villani” per garantire il distanziamento sociale tra i vari consiglieri.

SPETTACOLO PURO!!!

La cornice, ieri, era davvero impressionante. Sembrava quasi di violare la sacralità di un santuario. Pagano, certo, ma pur sempre… un santuario. È un vero gioiello il nostro Teatro Sociale, e potrebbe a buon diritto diventare, non solo occasionalmente, la prima casa dell’Amministrazione Corradino. Protagonisti, antagonisti e comparse ci sono già tutti.

C’è anche un intero repertorio che spazia dalla commedia dell’arte alla drammaturgia neoclassica. Performance superba: tra sorrisetti beffardi, espressioni da consumati attori, balbettii degni della miglior comicità dialettale, caratteristi da pantomima i soliti noti si sono esibiti, indubbiamente ispirati dall’insolita location, in una prima da applausi a scena aperta.

Peccato che il pubblico non fosse ammesso. Sarebbe stata l’apoteosi.

A ben vedere, il vero problema della compagnia teatrale “Corradino (hold?) boys” sta nell’anagrafe. O meglio, ai due opposti estremi dell’anagrafe: da un lato, gente che potrebbe tranquillamente accudire i nipotini, ovvero, nel caso in questi ultimi non fossero ancora venuti al mondo, portare a spasso il cane o privilegiare altre forme di volontariato sociale.

Dall’altro, gente troppo giovane, inesperta e faziosa. Gente che non solo non ha ancora capito come funzioni la politica (ma anche solo l’amministrazione. Dopo che ti spiegano per la duecentesima volta che in Consiglio comunale esiste un’opposizione e quale sia il suo ruolo, hai solo due possibilità: o comprendi o te ne vai…), ma nemmeno come stare al mondo. In entrambi casi, gli interventi clowneschi sono sempre garantiti. Soddisfatti o rimborsati.

Ora, care amiche e cari amici, la seduta extra moenia si è tenuta a teatro, non sotto il tendone di un circo…

Uno proferisce baggianate tutte le volte che apre bocca, l’altra ripete 72 volte alla povera consigliera del PD Marta Bruschi che “si dovrebbe vergognare” per il solo fatto di aver espresso il suo legittimo parere. Cosa peraltro garantita da quel panphlet di 139 articoli, entrati in vigore nel lontano 1948, che risponde al nome di Costituzione Italiana. Ma – si sa – certa destra la Carta Fondamentale non l’ha ancora digerita oggi. D’altra parte, che volete?, sono passati solo 72 anni… mica ere geologiche

Il tutto, sotto l’occhio vigile del sindaco mascherato (Claudio, permetti, ti preferiamo con la mascherina dei pelosetti piuttosto con quella della Polizia di Stato!), che quando non smanetta sul cellulare, riesce persino a seguire circa 30/35 secondi per volta di quella roba strana che i più sono soliti definire Consiglio comunale. Però si sveglia sempre, quando si parla di soldi. Soprattutto se sono i suoi.

E soprattutto se gli si chiede di rinunciare a una piccola parte dei suoi (ma vale anche per il resto della giunta) emolumenti per lanciare un segnale di civiltà, di vicinanza ai problemi del pubblico al tempo della pandemia.

Ehm, non “pubblico”, volevamo dire “cittadini”…

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