La Sp 512, nota ai biellesi come il “Tracciolino”: pandemia, incuria e alluvioni ne compromettono la grande vocazione turistica

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È un accorato appello quello che Oliviero Girardi lancia in nome e per conto dell’Amministrazione del Santuario di San Giovanni d’Andorno. Un appello rivolto alle istituzioni pubbliche ma anche ai privati cittadini. Un grido d’allarme che un biellese lancia alla collettività perché, al di là delle parole e delle dichiarazioni d’intenti, si faccia davvero qualcosa per la valorizzazione, anche in chiave turistica, delle nostre bellezze.

Il “Tracciolino” è patrimonio di tutti ma, storicamente, troppo poco si è fatto per dare lustro alla più bella strada panoramica che unisce, in quota, praticamente l’intero Biellese. Oggi, pandemia, incuria e alluvioni (il riferimento specifico è all’ultimo evento dell’ottobre scorso) stanno mettendo in ginocchio la storia, la cultura e l’economia che fanno da corollario a questo “sito” di grande interesse turistico. Soprattutto in previsione della prossima estate, quando, con un anno di ritardo a causa del Covid-19, verrà finalmente celebrata la V Centenaria Incoronazione della Vergine di Oropa.

La Galleria di Rosazza

Riportiamo qui di seguito la lettera aperta che Oliviero Girardi ha recapitato ai media locali.

La strada provinciale 512, meglio conosciuta come il “Tracciolino” è uno stupendo percorso immerso nella natura, a circa 1000 metri di altezza, che da Andrate, ai confini con la Provincia di Torino, raggiunge il Santuario di Oropa. Da qui, attraverso un percorso ardito e unico nel suo genere, raggiunge la Galleria Rosazza a 1488 mt per poi scendere al Santuario di San Giovanni d’Andorno. Questo tratto diventa la strada provinciale 513, che continua fino a Rosazza, in Valle del Cervo, e dopo il ponte Concresio si congiunge con la Panoramica Zegna, per arrivare a Trivero.

Doveroso sottolineare che tutta la strada da Andrate a Trivero, circa 50 km, è un percorso unico, suggestivo e panoramico che lo rende una forte attrattiva turistica europea. Un percorso che si presta ad attività escursionistiche e sportive o semplicemente per gustarsi panorami da favola. Lungo il percorso troviamo testimonianze che caratterizzano l’identità, la cultura e la gastronomia della montagna biellese. Nel tratto della Valle dell’Elvo si può visitare il Santuario di Graglia, la località Bossola, la Chiesa di San Carlo, per poi raggiungere luoghi affascinanti come i verdi alpeggi delle Salvine e il borgo alpino di Bagneri.

Continuando il percorso troviamo la Trappa con la sua storia misteriosa sino a raggiungere la maestosità del Santuario di Oropa. Da qui la strada diventa un’attrattiva in sé, tornanti mozzafiato, cappelle con architetture a dir poco suggestive, la Galleria Rosazza a 1488 mt di altezza scavata nella roccia viva, la Locanda della Galleria e poi il paesaggio incantato della Valle del Cervo, con i sui borghi sulle pendici delle montagne (l’avete mai visto di notte? Un presepio). E poi ancora cappelle di pietra e il Santuario di San Giovanni d’Andorno incastonato nella roccia. E via verso le suggestioni dell’Alta valle del Cervo e la delicata natura dell’Oasi Zegna.

San Giovanni d’Andorno, i danni causati dalla frana

Ebbene tutto questo rischia di essere compromesso! In modo particolare l’Alta Valle del Cervo. I recenti eventi alluvionali dell’ottobre scorso hanno causato una frana che ha devastato il Santuario di San Giovanni e hanno ostruito la strada che sale alla Galleria. Ora la frana è stata rimossa ma il rischio di instabilità dei versanti, sia nel luogo dello smottamento adiacente al Santuario, sia lungo il percorso, sia negli ingressi della Galleria, hanno indotto l’Amministrazione provinciale a chiudere l’accesso al traffico. In questo periodo il tutto è comprensibile ma si teme che la strada non sarà agibile per l’estate.

E questo sarebbe un ulteriore grave danno per la Valle del Cervo che si unisce al dramma e alle difficoltà di questo periodo martoriato dalla pandemia. La chiusura della strada metterebbe in ginocchio il Santuario di San Giovanni d’Andorno, il suo ristorante, l’attività di accoglienza, le iniziative culturali e la presenza di pellegrini in questo luogo di devozione. Il ristorante della Galleria di Rosazza sarebbe fortemente penalizzato, nonostante la resilienza di chi lo gestisce, in quanto potrebbe essere raggiunto soltanto da buoni camminatori. Senza contare il disagio delle frazioni a nord del Santuario, le baite lungo il percorso e l’importante collegamento con Oropa, nell’anno della V Secolare Incoronazione.

Spiace evidenziare che già in passato si è sempre fatto molta fatica a far comprendere l’importanza di questa strada, le cui manutenzioni sono sempre state minimali. Si parla di valorizzare il turismo biellese e poi si trascurano i gioielli di casa. Ora i tempi sono molto duri e non è il momento di fare polemiche, ma guardando il futuro della montagna biellese mi auguro che questa strada/percorso venga considerato uno degli elementi essenziali di valorizzazione del nostro territorio e mi auguro anche che la sensibilità dei cittadini biellesi e delle istituzioni ci aiutino a difendere questo patrimonio comune.

Per l’Amministrazione del Santuario di San Giovanni d’Andorno
Oliviero Girardi

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