La dirigente dell’Ufficio tecnico al consigliere comunale: “Con certa gente mi rifiuto di parlare”. Interrogazione PD al sindaco Corradino

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Una vicenda dai contorni sfumati, poco chiari, ma altrettanto inquietante perché coinvolge un consigliere comunale di minoranza, e di origini marocchine, da una parta, e la dirigente dell’Ufficio tecnico del Comune di Biella dall’altra. Una brutta storia, compendiabile nella frase diventata casus belli«Con certa gente mi rifiuto di parlare».

Parole che pesano come macigni. Parole che feriscono, anche. Indignano. Parole irricevibili.

Nella mattinata di lunedì scorso, 9 agosto, Mohamed Es Saket, consigliere comunale del Partito Democratico Biellese, era al quarto piano di Palazzo Pella, in prossimità dell’Ufficio tecnico e dopo aver chiesto un colloquio alla funzionaria per alcuni chiarimenti rispetto a una segnalazione più volte reiterata da parte di diverse famiglie residenti al Villaggio Lamarmora, si è sentito apostrofare con la frase riportata poc’anzi.

Simona Anglesio, dirigente dell’Ufficio tecnico, dopo aver dribblato il consigliere dem, si è “rintanata” nel locale che ospita la macchinetta del caffè e il distributore automatico di cibo e bevande.

Game over. Nessuna spiegazione, nessun chiarimento. Solo quelle brutte parole e l’ombra (ma anche l’onta) di un pesante retropensiero…

«Mi sono sentito umiliato e offeso – afferma Mohamed Es Saket -. Vivo a Biella da 41 anni e un atteggiamento del genere non me lo sarei mai aspettato. Non voglio nemmeno pensare che possa essere stato dettato da discriminazione o pregiudizio per le mie origini, ma ancora oggi, se ci penso, mi vengono le lacrime agli occhi. Un dirigente pubblico non può permettersi di comportarsi così nei confronti di un cittadino che si presenta in un ufficio comunale per chiedere spiegazioni. In ogni caso, sono certo di una cosa: andrò fino in fondo a questa triste vicenda».

Questo brutto episodio è diventato oggetto di un’interrogazione depositata a Palazzo Oropa. Mohamed Es Saket, e il PD Biellese, chiedono al sindaco Claudio Corradino, pur precisando che “il fatto sopra descritto non concerne la responsabilità diretta del sig. Sindaco, se non nella Sua funzione di rappresentante del Comune di Biella e di organo apicale dell0amministrazione comunale”, quale sia la sua opinione rispetto ai fatti appena riportati.

Inoltre, “per chiedere al Sindaco di verificare che quanto accaduto non sia ascrivibile ad avversione nei confronti delle persone di origine straniera e che pertanto la sensazione riportata dallo scrivente sia una mera impressione soggettiva”.

E, infine, “per comprendere quali misure intende adottare per evitare che fatti simili abbiano a ripetersi, garantendo ai consiglieri comunali nonché ai cittadini che venga garantita una interlocuzione costruttiva e rispettosa con la dirigente preposta all’Ufficio tecnico, alla stregua di quanto avviene con gli altri dirigenti del Comune”.

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