In viaggio con il filosofo ateniese Solone: intraprese un cammino che durò 10 lunghi anni

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“Il viaggio potrà darti conoscenza di popoli, rivelare nuovi profili di monti, estensioni mai viste di pianure e valli fecondate da fiumi perenni. Non ti renderanno, però né migliore né più saggio” (Seneca).

Gli uomini di ogni epoca, età, cultura e religione hanno sempre viaggiato. All’inizio si viaggiava per procurarsi il cibo, in seguito spinti dalla curiosità, dal bisogno o semplicemente da un irrefrenabile desiderio di conoscere e fuggire dai problemi che la vita ci presenta.

Viaggiare quindi è tipico della natura umana.

Come abbiamo visto nel precedente articolo , sempre più persone scelgono di affrontare un viaggio magari a piedi compiendo un vero e proprio cammino diviso in tappe. I cammini che ho fatto mi hanno insegnato che il viaggio a piedi è quello che, mentre allacciamo le scarpe, rende scalzo il cuore.

Il viaggio a piedi, secondo me, è legato al puro piacere per l’osservazione nel quale spensieratezza, emozioni, meraviglia e stupore si alternano con equilibrio.

Per i filosofi, i viaggi sono legati alla soggettività e alla natura nascosta e mutevole dell’identità individuale. Spesso pensiamo che nell’antichità i filosofi si dedicassero alla loro attività restando isolati dal resto del mondo ma non è proprio così: infatti i pensatori che hanno viaggiato e percorso migliaia di chilometri, spesso in situazioni di disagio in nome della cultura, non sono pochi.

Proprio perché il viaggio è anche la chiave per comprendere meglio le loro personalità, oggi iniziamo insieme a loro “un viaggio alla scoperta del mondo e del connubio tra filosofia e viaggio”.

Il nostro primo viaggio inizia con… Solone.

Solone, come ci racconta Erodoto, dopo aver dato un corpo di leggi ad Atene si mise in cammino nel 580 a.C. Il suo viaggio (intrapreso per conoscere i costumi e le tradizioni degli altri popoli) durò ben 10 lunghi anni durante i quali raggiunse le coste dell’Africa e dell’Egitto (dove soggiornò presso Canopo). Approdò anche sulle sponde dell’Asia Minore, in Lidia, dove fu accolto con grande ospitalità dal ricchissimo re Creso.

Poi fece ritorno ad Atene. Egli percorse la Terra “filosofando per amore del sapere”, desideroso di osservare e studiare.

“Sempre in balia, nel corso della vita, dell’imprevisto, solo alla fine del suo viaggio l’uomo può giudicare la propria felicità”.

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