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Il “pensiero stupendo” del Presidente Alberto Cirio… Dal signor B alla sorellina della Garbatella?

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C’è una categoria di politici (il genere non è influente) che ci fa ribrezzo, con tutto il cuore. Una schiatta di personaggi ai quali non ci sentiamo di non concedere nemmeno le attenuanti generiche.

Di esempi ne abbiamo ovunque: dai più piccoli Consigli comunali fino ai capoluoghi di Provincia, dalle Regioni fino alle Camere. Anzi, spesso a partire proprio dalle ultime.

Sono le cosiddette banderuole. Gente eletta sotto le insegne di un partito, che, ad un tratto, non si riconosce più in quello schieramento (o almeno così si giustificano, di solito) e cambia. Passa con altri, sotto altre insegne, altri colori. Ma chi li aveva eletti quei personaggi? FREGATO.

Tutte balle. Se non ti riconosci più nel tuo partito, se non reputi che l’anelito “volontaristico” che ti ha spinto alla candidatura sia esaurito, o più prosaicamente se ti stanno sulle scatole i tuoi compagni di viaggio… TI DIMETTI. Te ne vai a casa, torni a fare quello che facevi prima. Eri un avvocato? Benissimo, torni a fare l’avvocato. Eri un medico? Fantastico, torni a fare il medico, che ce n’è pure bisogno? Eri un bibitaro allo stadio? Meraviglioso, con l’inizio della prossima stagione, sugli spalti degli stadi, si spera che torni pure il pubblico. Eri un disoccupato? Oh, cacchio. Qui iniziano i problemi…

Vabbè, in questo caso il Gruppo misto te lo concediamo. Tanto lo sappiamo tutti che nessuno vuole tornare a fare il disoccupato. Basta che non cambi quella stramaledetta casacca che indossavi al momento in cui gli elettori di hanno dato una stramaledetta fiducia crociando il tuo nome (dando per scontato che abbia potuto farlo…)

Intendiamoci, non c’è nulla di illegale. Si può fare. Ma, per noi, è uno schifo. Punto. Fa parte di tutte quelle infime macchinazioni, di quei machiavellismi che ci portano sempre più lontano dalla politica, che portano gli italiani sempre più… altrove.

È una questione di decoro, prima di tutto, se non di opportunità. Di dignità. La stessa che ti permette di guardarti allo specchio e dire: “Piuttosto mi dimetto, e faccio la cosa giusta”.

Perché se non lo fai, diventa evidente a chiunque che sei rimasto lì solo ed esclusivamente per interesse personale. E per quello non ti ha votato nessuno. Chiaro?

Se sei una senatrice del Movimento 5 Stelle e passi con il #semprepessimo cosa penserà chi ti ha votato? Se sei diventato presidente di una Regione, una a caso (il Piemonte), e ti sta sfiorando l’idea di lasciare Forza Italia per transitare alla corte della sorellina d’Italia (anche detta caciottara) della Garbatella, pensaci molto, ma molto bene, ché da moderato a nostalgico il passo non è molto breve.

Persino nei paraggi di Biella, recentemente, si è assistito a “magheggi” del genere…

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