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Il ministro Azzolina sbugiarda LaVerità. E qualcuno spieghi a Salvini che le liberalità da 250mila euro si fanno per atto pubblico

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Non si finisce mai di imparare. È proprio vero, e chi non lo ammette, prima di tutto a se stesso, è un povero stolto. Noi, ad esempio, non sapevamo, lo abbiamo scoperto nei giorni scorsi, che il mondo della scuola fosse così gravido di rigurgiti pauperisti e millenaristi.

Un sottobosco di prof (senza distinzione di genere, e facciamo a meno degli sciocchi asterischi che iniziano improvvidamente ad andare di moda) che dai nuovi banchi singoli per il distanziamento anti Covid inferisce, o vaticina, la prematura fine della scuola…

Il problema di questa pletora di ILLUMINATI (o folgorati?) non sono le scuole che cadono a pezzi, si legga edilizia scolastica, gli arredi che in molti casi sono rimasti quasi gli stessi dal dopoguerra ad oggi. Non sono i programmi obsolescenti, né la perdurante, scientifica, distruzione del sistema che va avanti da troppi anni.

No. Il problema sono i banchi con le rotelle, quelli che SICURAMENTE verranno utilizzati dagli studenti non già per seguire le lezioni, o eseguire i compiti in classe, ma per ingaggiare perniciosissime gare di autoscontri come se non ci fosse un domani.

Come da consolidata e mediocre tradizione, a fare da grancassa agli imbecilli ci sono gli infallibili giornali della peggior destra che l’Italia ricordi: quella attuale, ovviamente.

Quella che si nutre di fake news come il pane quotidiano (ci si chiede come mai non abbiano ancora inserito la formula “dacci oggi la nostra fake news quotidiana” al posto di “dacci oggi il nostro pane quotidiano” nel Padre Nostro), quella che pur di gettare fango sul ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina sarebbe disposta a qualsiasi evoluzione acrobatica. Roba che: Frecce Tricolori, scansatevi proprio…

E quindi fioccano smentite, che suonano come tirate d’orecchie. SMERDATE, per usare il noto termine di derivazione sanscrita.

Questa mattina il ministro Azzolina ha pubblicato un post sui social in cui smonta la narrazione TOTALMENTE FALSA sul prezzo (300 euro) di questi nuovi banchi monoposto. Tocca ai formidabili inquisitori de “LaVerità” (il titolo è evidentemente un ossimoro, ma d’altra parte cosa ci si può aspettare da una testata fondata e diretta da Maurizio Belpietro?), essere esposti alla pubblica gogna e sbugiardati su tutta la linea.

La cosa più grave di tutte è che questa gente (facciamo fatica a definirli giornalisti, ancorché la maggior parte di loro sia pure “professionista”), supinamente asservita al destrorso padrone, ignora totalmente, o finge di ignorare (cosa peraltro ancora più grave, perché in questo caso si concretizza il DOLO), le procedure di acquisto della Pubblica Amministrazione.

Come se per comprare un tot di articoli, Lucia Azzolina potesse tranquillamente andare su Amazon e mettere 2mila banchi nel carrello… Quindi pagare con l’American Express del Ministero. Mah.

SIAMO VERAMENTE ALLE COMICHE.

“Basta allarmismo e fake news – scrive il ministro -. Il giornale “La Verità” oggi, in prima pagina, sostiene che io voglia pagare i banchi singoli 300 euro. È una notizia assolutamente falsa. Non ho mai detto che pagheremo i banchi innovativi 300 euro. Mai. Anche perché il prezzo non lo stabiliscono il Ministro di turno o i social, ma la gara europea in corso. Com’è giusto che sia”.

“Aggiungo: come Ministero non abbiamo imposto nessuna tipologia di banco. Ma abbiamo dato alle scuole la possibilità di richiedere i banchi monoposto che preferivano, di tipo più innovativo o anche tradizionale. Il fatto che sia arrivata una richiesta per un totale di 2.4 milioni di banchi mette in evidenza la grande esigenza che c’era di nuovi arredi scolastici. Ci sono scuole dove i banchi non vengono cambiati da tantissimi anni. E finalmente lo Stato, per la prima volta, anziché dire ai dirigenti scolastici ‘comprateli voi’ si fa carico di questa spesa. Nell’interesse dei nostri ragazzi”, conclude Lucia Azzolina.

Un discorso simile, facendo le debite differenza, vale per il #semprepessimo Salvini. A proposito della sua imbarazzante incredulità per l’avviso di garanzia notificato al suo altrettanto #semprepessimo luogotenente in Regione Lombardia, il lombrosiano Attilio Fontana, iscritto nel registro degli indagati per una donazione di… modico valore. Più o meno.

Il Governatore della Regione Lombardia, infatti, per dimostrare una volta di più ai suoi familiari e/o affini la sua immensa umanità, la sua smisurata generosità, la sua inenarrabile benemerenza ha bonificato da un conto svizzero solo 250 mila euro al cognato.

«Non si può nemmeno fare una donazione?», ha frignato felpa pig. Ora, sarebbe il caso che qualcuno spiegasse al CapitOne che una liberalità (donazione), in Italia, si può fare, certo, ma non via bonifico tout court ma per atto pubblico, quindi davanti a un notaio.

Il dubbio tra una straziante ignoranza e la costante malafede è al vaglio degli inquirenti.

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