Gioco legale in crescita durante la pandemia. Il presidente del Censis De Rita: “Lo Stato marginalizzi ludopatia e illegalità”

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Era marzo 2020 quando la vita di tutti è irrimediabilmente cambiata. Infatti non vi è alcun dubbio sul fatto che la pandemia da Covid-19 abbia influito su alcuni settori, che si sono trovati costretti a mettere in atto un qualcosa che somigliasse a una sorta di vera e propria rivoluzione. Limitazioni, restrizioni, divieti, chiusure: queste sono parole che sono entrate a far parte della quotidianità di tutti, ma che, allo stesso tempo, hanno messo in difficoltà mercati e settori economici di vario tipo.

Ci sono però comparti in cui c’è stato anche l’altro della medaglia. Il pensiero e la riflessione coinvolge in primis e in particolar modo il gioco d’azzardo. Ma in questo caso da cosa è stato rappresentato l’altro lato della medaglia? Rispondere non è poi un qualcosa di così complicato e difficile. Infatti i numeri riportati da PugliaIn dicono che a fare da traino nel periodo dell’emergenza sanitaria è stato il mondo dell’online.

Il successo dei casinò online è stato chiaro, netto ed evidente, tanto che è più lecito chiedersi quello che accadrà nel 2022, soprattutto nei primissimi mesi, che saranno quelli in cui ci saranno le prime risposte e i primi segnali. Il primo vero problema potrebbe essere quello delle licenze, con qualcuno che, visto l’inasprimento dei requisiti, potrebbe rischiare di essere tagliato fuori e di rimanere così inevitabilmente fuori dai giochi. E questo finisce per far aprire un altro tema importante, ossia quello della legalità.

La notizia più importante è che, durante il periodo pandemico, i giocatori hanno comunque scelto il gioco legale. Giusto parlare anche di numeri: 19 milioni di italiani hanno giocato legalmente. A dirlo è il rapporto Lottomatica-Censis, che, qualche settimana fa, è stato presentato e discusso persino nell’Aula del Senato.

Un qualcosa che fa capire come il rischio dell’illegalità resta sempre e comunque dietro l’angolo. Un pericolo che, secondo buona parte degli italiani, deve essere evitato con una efficace e corretta informazione su quello che potrebbe rappresentare la dipendenza da gioco.

Una mossa che sarebbe a dir poco necessaria sarebbe quella che porterebbe a una netta e chiara distinzione dei due mondi, ossia legale e illegale. Di questo si discute e si parla perché molto spesso c’è chi fa confusione.

A spiegare cosa accade è stato il presidente Censis Giuseppe De Rita, che ha comunque esplicitamente richiesto un intervento dello Stato. Queste le sue parole: «Il gioco è un fenomeno sociale e va trattato come tale. Lo Stato, prendendo coscienza dell’elemento irrazionale che può scatenare la ludopatia, deve intervenire, operando attraverso la rete dei concessionari, senza però aver paura delle paure che circolano sull’argomento. Perché ludopatia e illegalità vanno marginalizzate, ma questo si può fare solo e soltanto rendendo il sistema legale, trasparente, presente e qualificato sul territorio».

Insomma, la strada pare davvero essere segnata.

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