Filosofia del “cammino”: azione dinamica del corpo o moto dello spirito e dei sensi?

0

Tutti i più grandi pensieri sono concepiti mentre si cammina. (Friedrich Nietzsche)

Si può confondere una pratica normalissima dell’uomo come quella del camminare con un pensiero filosofico?

Secondo me si.

A me spesso capita di confondere il camminare, azione dinamica permessa da muscoli e tendini delle nostre gambe con “il camminare, azione dello spirito, fatto con il cuore e con i sensi”. Parlo del camminare con i cinque sensi che lavorano in sintonia.

Camminare per stupirsi, camminare per meravigliarsi, camminare per conoscere, camminare per difendere l’ambiente, camminare per condividere con il tuo compagno una nuova esperienza.

Il grande Leonardo disse …che ti move, o omo, ad abbandonare le proprie tue città, a lasciare li parenti e amici, ed andare in lochi campestri per monti e valli, se non la naturale bellezza del mondo?.

L’avevano detto anche i saggi dell’antichità che deambulare era il vero rimedio per i mali dell’anima.

Ad esempio Aristotele insegnava camminando sotto i portici del Liceo e i suoi allievi si chiamavano peripatetici, dal greco  περίπατοι, “colonnati”.

I sofisti invece si spostavano a piedi di città in città per insegnare la retorica. Socrate amava camminare e dialogare e gli stoici discutevano di filosofia passeggiando sotto la Stoà, i portici di Atene.

Molti filosofi sono stati camminatori. Ha camminato tanto Kierkegaard, che scrive: “Camminando ogni giorno raggiungo uno stato di benessere: i pensieri migliori li ho avuti camminando e non conosco pensiero così gravoso da non poter essere lasciato alle spalle camminando”.

Scriveva Nietzsche (grande filosofo e camminatore) che ha solcato a piedi l’Engadina e la Liguria: “Bisognerebbe ogni tanto star lontano dai libri per sei mesi e camminare soltanto”.

Egli ha rotto con l’immagine del filosofo seduto. Lo scrive in Ecce Homo: “Star seduti il meno possibile; non fidarsi dei pensieri che non sono nati all’aria aperta e in movimento – che non sono una festa anche per i muscoli. Tutti i pregiudizi vengono dagli intestini.”

Il filosofo cinese Lao Tse ha scritto che un viaggio di mille chilometri comincia sempre con il primo passo, che è l’unico che conta perché senza quello, come per il respiro, non ce ne saranno altri.

Ed è proprio con un primo passo che ho iniziato il mio trekking sull’Alta Via delle Cinque Terre lungo 40 km. Vi piace andare per sentieri? Allora saprete che per “Alta Via” si intende il sentiero per eccellenza, che corre prevalentemente su crinali, dominando vallate e splendidi scenari naturali.

Sabato scorso, sono partita per un trekking itinerante di due giorni lungo uno dei sentieri più panoramici d’Italia. Un itinerario escursionistico di grande bellezza.

Paesaggi unici, fatti di versanti a strapiombo sul mare, creati dall’uomo con una rete di muri a secco, per consentire lo sfruttamento agricolo (vite, ulivi…) e di splendidi borghi variegati che fanno da cornice alle splendide insenature marittime. 

Lungo il cammino (foto Elisa Dipré)

È stato un week end di bellezze che sono riuscite a stupirmi e ad incantarmi. Indescrivibile l’emozione provata una volta raggiunta la meta del cammino.

Il primo giorno stretta fra il verde dei monti liguri e l’azzurro intenso del mare sono partita a piedi dalla spiaggia di Levanto per giungere a Volastra nel comune di Riomaggiore, posto poco oltre Manarola lungo la strada che porta a Corniglia e Vernazza. Il paese si trova a 300 m di altezza e come il resto delle Cinque Terre, è caratterizzato da muretti a secco, olivi e vitigni.

La forma del borgo è circolare e segue l’andamento del colle su cui è adagiato. Forse di origine etrusche, la sua nascita risale più probabilmente all’epoca romana, come per Manarola.

Spiaggia di Levanto, 11.01.2020 (Foto Elisa Dipré)

Il secondo giorno ho proseguito fino al colle del Telegrafo, stretto fra il Golfo dei Poeti e la costa rocciosa delle Cinque Terre, per poi scendere fino a Portovenere la meta finale del cammino.

Un esempio perfetto del connubio tra natura e architettura: dal lungomare che incornicia il porticciolo turistico all’infinita gamma di colori delle sue strette case, dalle ripide scalinate e dagli stretti vicoli all’estremità del promontorio delle Bocche dove svetta la Chiesa di San Pietro, di epoca paleocristiana ricompletata in stile gotico.

Portovenere 12.01.2020 (foto Elisa Dipré)

Da vedere anche il Santuario della Madonna Bianca, già Chiesa parrocchiale di San Lorenzo eretta nel XII secolo in stile romanico e in seguito restaurata ed ampliata e il Castello Doria, maestosa fortezza militare.

Tutte le stagioni sono adatte per praticare l’attività più innata nella natura umana: camminare. Quindi il mio consiglio è quello di iniziare a camminare. Sicuramente sarà una bellissima esperienza e ricordatevi che se la condividerete con una persona per voi speciale al proprio fianco lo sarà ancora di più. Zaino in spalla e… buon cammino!

Non dite: “Ho trovato il sentiero dell’anima”, ma piuttosto, “Ho incontrato l’anima in cammino sul mio sentiero”. Poiché l’anima cammina su tutti i sentieri. (Kalhil Gibran)

Condividi:

Commenti chiusi