Festa della Donna. Lorella Bianchetto, direttore di Confesercenti, chiede tutele anche per le lavoratrici autonome

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Riceviamo e pubblichiamo volentieri questo comunicato stampa a firma di Lorella Bianchetto Buccia, direttore di Confesercenti del Biellese. La comunicazione è datata 8 marzo, ma la riprendiamo, scusandoci per il ritardo, perché ne condividiamo lo spirito e i contenuti.

Invitata all’evento 8 marzo 2019 direzione lavoro, dalla consigliera di parità, che si terrà oggi a città studi, parteciperò alla tavola rotonda con altre rappresentanti sindacali e di categoria, e se avrò modo tratterò questo argomento: partiamo dal presupposto che una donna imprenditrice, sicuramente tante volte lo è perché diversamente non avrebbe lavorato, quindi sarebbe una disoccupata.

Invece, investe di suo, aiutata sempre e solo dalla propria famiglia, le banche hanno chiuso i rubinetti e il tanto parlare di aiuti per le imprese femminili, di fatto non esiste. Di certo, ogni giorno in cui una imprenditrice alza la saracinesca (vale anche per gli imprenditori uomini, le pari opportunità infatti, non sono una questione soltanto di donne)  ha delle spese correnti da affrontare (affitti, utenze contributi INPS) oltre al capitale investivo, che sono certe indipendentemente dal ricavo incerto che potrà avere.

Sicuramente quindi nessuna mensilità aggiuntiva e ancora peggio nessuna tutela in caso di malattia, nessun TFR , nessuna indennità di disoccupazione, se le cose vanno male e si trova costretta a chiudere, perdendoci pure il capitale iniziale, quello della famiglia.

Se fortunatamente l’attività reggerà, in caso di maternità, anche si trovasse nelle condizioni di non star bene, non  potrà godere di indennità per maternità anticipata, anche quando facesse dei lavori che sono proibiti per le donne lavoratrici dipendenti che svolgono la stessa attività, come cameriere, bariste commercianti di merci pesanti. Diritti sacrosanti quelli delle lavoratrici dipendenti, non pari però per le autonome… Chi sostituisce le imprenditrici titolari, coadiuvanti, socie nell’attività,  se non di nuovo la propria famiglia? Non basta di certo l’indennità corrisposta dall’INPS ( che tra l’altro vine erogata man mano che l’imprenditrice continua a pagarsi i contributi previdenziali, pena la non erogazione dell’indennità) per trovare validi aiuti per farsi sostituire da personale dipendente.

Bonus asilo nido dimezzati rispetto a quelli delle lavoratrici dipendenti. Per i figli, poi, non avrà mai diritto agli assegni per il nucleo familiare, a meno che possa percepirli il coniuge con reddito di lavoro dipendente che raggiunga almeno il 70% del reddito complessivo della famiglia (di nuovo non è legato solo alle donne ma a tutti i nuclei con almeno uno dei coniugi lavoratore autonomo).

Il periodo di maternità delle donne che hanno avuto figli quando non lavoravano, viene riconosciuto con contributi figurativi per cinque mesi, a patto che nella vita lavorativa delle donne siano poi presenti almeno cinque anni di contributi nel fondo lavoratori dipendenti. Niente di tutto ciò per le autonome, anche con contributi ben superiori ai cinque anni di contributi versati!!!

Ultimo, ma non ultimo, e di nuovo non è una questione solo di genere: il regime forfettario, prevede la possibilità di versare solamente il 65% dei contributi previdenziali ai lavoratori autonomi, ma purtroppo i contributi accreditati per un anno di lavoro saranno solo il 65%, quindi lavoro 12 mesi e me ne accreditano 7… Sarebbe come dire che un lavoratore dipendente part-time a metà tempo invece di lavorare 40 anni per la pensione ne deve lavorare 80!!! Giusto considerare i minori contributi per l’importo pensione, ci mancherebbe, ma sul periodo di copertura, è veramente un’altra non pari opportunità.

Nel 2016, sempre in occasione della Festa della Donna avevo già scritto un testo trattando l’argomento maternità, inviandolo alle donne elette e a tanti altri interlocutori, ma è rimasta lettera morta… Certo, uno da solo è una goccia nel mare, credo che però sia doveroso che chi è addetto ai lavori e meglio di altri conosce le dinamiche di questi argomenti dia voce alle donne imprenditrici!

Comunicato stampa Confesercenti del Biellese

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