“Fase 2” a Biella. Lunedì riaprono parchi e… foreste: da oltre due mesi, zero manutenzione

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Indubbiamente le priorità sono state altre. Da oltre due mesi a questa parte la città di Biella si è praticamente fermata in ottemperanza alle disposizioni nazionali e regionali tese ad arginare la diffusione del contagio da Covid-19.

Strade deserte, saracinesche abbassate, uffici chiusi, cantieri fermi, parchi e giardini interdetti al pubblico e abbandonati a se stessi. Sono questi ultimi, in particolare, a darci la dimensione del tempo passato in quarantena perché scandiscono in modo quanto mai visibile l’impercettibile rumore prodotto dal granello di sabbia che cade nella clessidra delle stagioni.

E la natura, naturalmente, ha fatto il suo corso. Si è ripresa i suoi spazi. Inesorabilmente.

Lunedì prossimo 4 maggio, in forza dell’ultimo DPCM emanato dal premier Giuseppe Conte, oltre a poter (ri)mettere il naso fuori di casa senza finalmente sentirci dei lestofanti, controllati a vista dalle forze dell’ordine, ma ancor più efficacemente da vicini gelosi e dirimpettai biliosi, potremo tornare a varcare le soglie del verde pubblico che da sempre ingentilisce la città di Biella.

Ma le condizioni in cui versano parchi e giardini del capoluogo provinciale sono a dir poco imbarazzanti, come ci ha ricordato un lettore che ha scritto a Bi.T nei giorni scorsi, documentando con i suoi scatti lo stato di colpevole oblio riservato a quella porzione cittadina oggi delimitata da bindelle bianche e rosse che ne impediscono l’accesso.

Perché, se come detto in apertura, l’Amministrazione comunale era giustamente in altre faccende affaccendata, è altrettanto vero che, in linea di massima, di questa data fissata per un primo allentamento delle misure di contenimento del contagio tutti quanti noi abbiamo contezza da almeno un paio di settimane…

Non si poteva fare proprio nulla? I cantieri per le cubettature e le asfaltature sono ripartiti, possibile che non si potesse riavviare la manutenzione, sfalcio e potature, nei parchi e giardini pubblici?

Anche solo per renderli un po’ più accoglienti e dare alla cittadinanza l’impressione – perché no? – pure estetica di un vero, ancorché piccolo, ritorno alla normalità.

Poi c’è il problema delle siepi nelle aiuole spartitraffico. Anche per quelle, è da mesi che non si fa manutenzione: ben prima dell’emergenza Covid-19, avevamo segnalato alcune criticità all’assessore competente, ovvero Davide Eugenio Zappalà. In alcuni punti della città, le siepi incolte compromettono la visuale degli automobilisti, rendendo pericolosi incroci e attraversamenti pedonali.

Stesso discorso si potrebbe fare, ad esempio, per i contenitori degli oli esausti. Semplicemente straripanti. E lì la natura non c’entra… Bastava raccoglierli per tempo e smaltirli.

 

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