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FAI. Tanti voti per il trenino Biella-Oropa nella classifica de “I Luoghi del Cuore”

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Ad oggi il luogo in Piemonte al primo posto della classifica provvisoria de “I Luoghi del Cuore” (classifica provvisoria completa su www.iluoghidelcuore.it) è la Ferrovia delle Meraviglie Cuneo-Ventimiglia-Nizza una straordinaria opera dell’ingegno umano che sfida i limiti fisici – in meno di 50 km in linea d’aria supera un dislivello di mille metri – per creare un ardito collegamento tra territori e nazioni, pensata e realizzata quasi due secoli fa per unire l’Italia alla Francia, il Piemonte alla Liguria, i monti al mare, la pianura alla costa.

Nonostante la sua spettacolarità e l’utilità per tutte le persone che ne usufruiscono, dagli anni Ottanta del Novecento la linea ferroviaria non è stata sufficientemente valorizzata e sostenuta. Malgrado i considerevoli investimenti per la sua messa in sicurezza, è mancata una vera e propria politica di rilancio, con un inevitabile declino e una drastica riduzione delle corse (attualmente 2 al giorno), ma anche un’incombente minaccia di chiusura, acuita dalla doppia gestione italiana/francese. Eppure questa è la “Ferrovia delle Meraviglie”, inserita nel 2016 dalla rivista tedesca Hörzu tra le dieci linee ferroviarie più belle del mondo.

I tre comitati: “Amici del Treno delle Meraviglie”, “Amici della Ferrovia Cuneo Ventimiglia Nizza” e “Amis du Train des Merveilles” auspicano, attraverso l’attivazione, a “I Luoghi del Cuore”, un potenziamento della linea ferroviaria e la sua valorizzazione. La ferrovia Cuneo-Ventimiglia-Nizza rientra nella classifica speciale “Italia sopra i 600 metri”.

Numerosi voti stanno giungendo anche quest’anno per il Lago d’Orta e il suo ecosistema, bacino di grande bellezza incastonato tra le Prealpi, a cavallo tra la provincia di Novara e quella del Verbano-Cusio-Ossola, ma altresì noto per il grave avvelenamento che subì nel 1926. Gli scarichi di rame e solfato d’ammonio dell’industria tessile Bemberg, che produceva rayon, lo resero invivibile per la maggior parte degli organismi presenti.

L’equilibrio ambientale è stato a oggi solo in parte ripristinato dall’intervento di liming, l’abbattimento di acidità e metalli con carbonato di calcio che ha avuto luogo alla fine degli anni Ottanta. A seguito del risultato ottenuto al censimento 2018, FAI e Intesa Sanpaolo hanno scelto di finanziare un progetto innovativo messo a punto dal CNR ISE, che permetterà di risanare i sedimenti di una parte del litorale mediante l’utilizzo di cozze di acqua dolce, che avranno anche la funzione di biosentinelle.

L’intervento, pronto a partire, è slittato alla primavera 2021 a causa dell’emergenza Covid-19.

Molto segnalata l’antichissima Abbazia della Sacra di San Michele di Sant’Ambrogio di Torino (TO), costruita tra il 983 e il 987 sulla cima del Monte Pirchiriano, a 40 km dal capoluogo piemontese. Dall’alto dei suoi torrioni si possono ammirare Torino e la Val di Susa. Dedicata al culto dell’Arcangelo Michele, è parte della via di pellegrinaggio di oltre 2mila km che collega Mont Saint-Michel, in Francia, con Monte Sant’Angelo, in Puglia.

Da oltre 185 anni è amministrata e custodita dai Padri Rosminiani, che con la loro presenza hanno contribuito alla sua crescita e al suo mantenimento. Nel 1980 Umberto Eco si ispirò parzialmente a questa suggestiva abbazia, in origine benedettina, per ambientare il suo più celebre romanzo, Il nome della rosa.

Conserva ambienti di grande importanza storica e artistica, dallo Scalone dei Morti, al Portale dello Zodiaco e una splendida tavola del pittore quattrocentesco Defendente Ferrari. La Sacra era stata danneggiata da un incendio nel 2018, a cui sono però seguiti tempestivamente lavori di restauro, e viene votata per renderla più nota e valorizzata. Il bene rientra nella classifica speciale “Italia sopra i 600 metri”.

Stanno arrivando tanti voti per il Trenino Biella–Oropa, attivo dal 1911 al 1958 su una linea tramviaria interurbana chiamata “l’ardita d’Italia”, che collegava Biella con il più importante Santuario Mariano delle Alpi. Cessato il servizio ferroviario e rimossi i binari nel 1958, oggi rimane il tracciato su cui si sviluppa un sentiero pedonale. Il comitato “Amici del Trenino Biella–Oropa” si sta occupando dello studio per il recupero del vecchio tracciato e del relativo progetto di collegamento con Biella, attraversando le località del Parco della Burcina e del Favaro, nell’ottica di una più ampia opera di valorizzazione e rilancio della Valle di Oropa. Il Trenino Biella-Oropa è inserito nella classifica speciale “Italia sopra i 600 metri”.

Numerose segnalazioni anche per i Casoni dei Risciotti (AL), un piccolo aggregato di tre fabbricati situati a 997 metri sul livello del mare tra Magioncalda, frazione di Carrega Ligure, e il paese abbandonato di Chiapparo, in quella porzione di Appennino Ligure detta delle “Quattro Province”, che tocca i territori di Alessandria, Genova, Pavia e Piacenza.

I “casoni” sono antichi essiccatoi ormai in disuso, utilizzati fino alla metà del secolo scorso per far seccare le castagne raccolte nei boschi circostanti. L’edificio principale, più grande e meglio conservato, si sviluppa su tre piani, mentre gli altri due fabbricati sono ridotti a ruderi.

Il sentiero che porta ai casoni fa parte del “Cammino dei Ribelli”, un percorso di 130 km che narra di banditi e partigiani, contadini e camminatori. Il comitato “Risciotti al Futuro”, composto da ragazzi originari del territorio, si sta impegnando per il ripristino dell’essiccatoio, in modo da poterlo utilizzare nel ciclo di produzione della farina di castagne, come da tradizione locale. Il luogo rientra nella classifica speciale “Italia sopra i 600 metri”.

E ancora, grande l’attenzione registrata per l’Ospedale e la Chiesa di Ignazio Gardella ad Alessandria, precoce esempio di architettura razionalista che sorge nel parco annesso all’ex sanatorio antitubercolare Vittorio Emanuele III, ora Centro Riabilitativo Polifunzionale Teresio Borsalino.

Il cantiere del sanatorio prende avvio negli anni Venti del Novecento e assiste a un passaggio di testimone tra il padre Arnaldo Gardella e il giovane figlio Ignazio, che inizia a lavorare per la realizzazione della piccola chiesa. Ignazio la plasma secondo un lessico innovativo, intriso di riferimenti internazionali e che si discosta, senza rinnegarlo, dal codice novecentista paterno.

È la torre campanaria posta in facciata l’elemento che maggiormente caratterizza l’edificio e che manifesta l’adesione a un nuovo modo di “fare architettura”. Diversi sono i comitati – “Azienda Ospedaliera di Alessandria”, “Il cuore dei Circensi per la chiesa di Ignazio Gardella”, “Insieme per Alessandria”, “Le scuole del territorio custodi della memoria viva delle opere di Ignazio Gardella” – nati per tutelare questo importante ospedale e la sua chiesa, che necessita di un intervento di recupero, e per valorizzare la figura di Ignazio Gardella. Il luogo è inserito nella classifica speciale dei “Luoghi storici della salute”.

c.s.

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