Bi.T quotidiano ha bisogno del tuo aiuto

Cara lettrice, caro lettore, un tuo piccolo contributo, in questo momento particolare, per noi di Bi.T sarebbe davvero molto importante. Grazie per l'aiuto!

Emergenza Covid-19. Confartigianato Piemonte dà i numeri sulle richieste di cassa integrazione

0

L’emergenza Coronavirus e il lockdown delle imprese artigiane hanno come conseguenza anche l’ingente numero di richieste di accesso al Fondo di solidarietà bilaterale artigiano. Da lunedì 23 marzo a lunedì 30 marzo sono 8.350 – con riferimento al bacino piemontese – le richieste pervenute all’EBAP (Ente Bilaterale Artigianato Piemontese) per l’utilizzo del Fondo di sostegno bilaterale artigianato, ovvero la cassa integrazione degli artigiani.

Le 8.350 richieste rappresentano complessivamente una forza lavoro di oltre 33mila dipendenti.

A livello provinciale le richieste pervenute all’EBAP sono così ripartite: 3800 a Torino, 1410 a Cuneo, 881 ad Alessandria, 820 a Novara, 433 ad Asti, 416 a Biella, 330 nel VCO, e 270 a Vercelli.

Il Fondo serve per coprire le necessità immediate e permettere gli artigiani di non dover licenziare il personale o chiudere la propria attività. Questa è una prima boccata di ossigeno ma le risorse che occorrono sono sicuramente più importanti.

“Il sistema dell’artigianato – spiegano da Confartigianato Piemonte – è composto da micro e piccole imprese che potrebbero facilmente essere spazzate via alla fine della pandemia. Quello che bisogna attivare è un vero e proprio impulso imprenditoriale e sostenere le imprese già duramente provate da un decennio di crisi”.

“Dopo queste settimane di blocchi e di consumi quasi azzerati, le nostre imprese sono in grave difficoltà, e se la situazione si protrae si rischiano fallimenti a catena con gravi conseguenze per i dipendenti e le loro famiglie”.

“È certo che i piccoli sono quelli più duramente colpiti. Dalle istituzioni e dalla politica ci aspettiamo che sappiano mettere in campo misure eccezionali e straordinarie. Servono risorse ma soprattutto idee su come reperirle. Un Piano Marshall non arriverà dall’altra parte dell’Oceano, bisognerà che a vararlo sia l’Europa. In questo momento non è sufficiente qualche bonus né normali strumenti di finanziamento bancario, serve un’azione che riesca a mobilitare risorse imponenti destinate alle imprese, in modo veloce e capillare. Occorre, inoltre, assicurare con chiarezza e con buon anticipo che saranno rinviate tutte le scadenze di pagamento di aprile, maggio e giugno, a cominciare dai pagamenti dell’Imu sui capannoni che in questo momento non sono produttivi”.

“Bisogna iniettare nel sistema imprenditoriale una dose importante di liquidità per sostenere le imprese più piccole che sono la stragrande maggioranza e che si reggono in gran parte sul flusso di cassa. Serve un ponte per permettere alle aziende di superare questo momento gravissimo, che rischia di estinguere le nostre botteghe artigiane. Se riusciamo a salvare le imprese dalla catastrofe, salviamo il lavoro e il futuro per le generazioni a venire”, concludono da Confartigianato Piemonte.

Condividi:

Commenti chiusi