Economia biellese e crisi di governo. Condanna unanime dal mondo dell’imprenditoria: “In questo momento, un grave errore”

0

Vittima del suo stesso narcisismo cronico e patologico, l’ex rottamatore di Rignano ha ordito la più stucchevole e vergognosa delle congiure di palazzo. Fedele rappresentazione della peggior politica, quella che antepone gli interessi personali (o di schieramento) alle necessità, quelle sì veramente cogenti, di un intero Paese.

Aprire una crisi di governo “al buio” nel bel mezzo di una pandemia globale e della conseguente crisi economico-sociale (che non ha precedenti dal dopoguerra ad oggi), nel momento in cui in Italia è appena partito il piano vaccinale anti Covid e c’è da confezionare un valido e credibile Recovery Plan per consentire al Paese di risollevarsi dallo tsunami del virus, è un atto semplicemente criminale.

Il leader di Italia Viva non “solo” ha tradito i suoi alleati di governo, ma 60 milioni di italiani. Un manipolo di “professionisti” della politica che tiene in ostaggio un’intera Nazione. Assurdo.

Nel Biellese, tra gli imprenditori, c’è molta preoccupazione. «L’incertezza è il peggior nemico dell’economia – sostiene Giovanni Vietti (foto accanto), presidente di UIB -. L’instabilità a livello politico certo non giova al Paese, anzi, è necessaria una guida precisa e competente che possa mettere in campo azioni concrete, strategiche e strutturali per permettere alle imprese di risollevarsi. Come ha affermato il presidente Bonomi nei giorni scorsi, “bisogna uscire dalla gabbia dei personalismi: questa è la vera emergenza. Nessuno parla più della realtà, ma la realtà bussa alla porta e presenta il conto”. Nel 2020 ancora non avevamo recuperato i livelli pre-crisi e oggi più che mai è necessario intervenire per far ripartire il motore manifatturiero, quello che ha dimostrato di essere un punto di riferimento anche nei mesi scorsi. Poter disporre di una vera e propria politica industriale italiana ed europea, che tenga conto delle proposte più volte formulate da Confindustria purtroppo rimaste inascoltate, e incidere sulle politiche attive per il lavoro: questi sono interventi non più procrastinabili».

Angelo Sacco (in foto qui accanto), presidente di Confesercenti del Biellese, punta l’accento sul dialettica come mezzo di risoluzione delle controversie all’interno dell’esecutivo: «Credo che una crisi di governo in questo momento sia cosa assolutamente inopportuna e sbagliata. Non entro nel merito, ma penso che con la dialettica sarebbe stato possibile raggiungere risultati ugualmente. E, anzi, qualche risultato era già stato ottenuto. Una crisi, oggi, vuol dire non dare certezze alle imprese rispetto, ad esempio, alla partita dei ristori, vuol dire lasciare la gestione della pandemia ad un governo che rischia di essere indebolito di fronte alle grandi sfide che ci attendono. Mi auguro che il governo Conte possa mantenere la leadership e portare avanti nei prossimi mesi le politiche che noi da tempo chiediamo a favore del commercio e più in generale a sostegno dell’economia e dei cittadini. Poi, se si dovrà votare, perché questa maggioranza non è una maggioranza stabile, io non mi scandalizzo. Credo, però, che se si andasse al voto il prossimo autunno, dopa aver fatto il possibile a favore di cittadini e imprese, sarebbe sicuramente una soluzione migliore».

Luca Guzzo, direttore di CNA, è appassionato di fotografia

«Siamo molto preoccupati – ammette Luca Guzzo, direttore di CNA -, le aziende vivono in una situazione di sospensione, per non dire di disperazione: nessuno di noi si aspettava uno scenario del genere. Le Associazioni, i cosiddetti “corpi intermedi”, sono in campo dall’inizio di questa pandemia per assistere e sostenere imprese e famiglie; interpretare e applicare le tante norme che si sono susseguite in questi mesi, e che ancora oggi ci costringono a comportamenti, privazioni e vincoli che nessuno di noi ricorda nel passato. Vedere oggi una crisi di governo non fa altro che peggiorare e demoralizzare imprenditori e famiglie. Senso della realtà, di responsabilità, e certezze: sono queste le parole chiave, che dovrebbero guidare prima di tutto il lavoro dei rappresentanti delle Istituzioni. A tutti i livelli. I cittadini e le imprese le hanno ben presenti, e così si stanno comportando. Occorre avere una visione a breve, medio e lungo termine, che deve essere comunicata con chiarezza, tenendo conto di tutti gli scenari possibili. Questo è quello che si aspettano i nostri imprenditori, le nostre imprenditrici, e credo tutti noi cittadini. Che molto poco abbiamo avuto in questi lunghi mesi».

Sulla stessa lunghezza d’onda anche Cristiano Gatti (qui accanto), presidente di Confartigianato Biella, che non le manda a dire: «È chiaro che non siamo per niente contenti di questa situazione: ci troviamo nel pieno di un’emergenza pandemica e questi signori vanno a litigare per quattro poltrone, nel momento in cui, invece, dovrebbero trovare il modo di salvare l’economia italiana dalla crisi. È inconcepibile. Al di là dei colori, non è possibile che la nostra politica debba perdere tempo a litigare invece di risolvere i problemi veri. Noi, piccole e microimprese, dovremmo essere al centro dell’attenzione. Siamo quelli che tengono in piedi il Paese da sempre e ci stanno massacrando. Chiediamo un’attenzione forte da parte del governo, quello che sarà, sui soldi del Recovery Fund, seri interventi sul credito, riduzione della burocrazia e della pressione fiscale. Sono veramente arrabbiato nel sentire i miei colleghi che non si sentono supportati dalla politica italiana. Tutti quanti noi abbiamo bisogno di buona politica, di gente che faccia bene il proprio lavoro seduta su quelle poltrone».

Condividi:

Commenti chiusi