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Dopo le minacce, scorta anche per Lucia Azzolina. Che Paese è quello in cui rischiano la vita Liliana Segre e il ministro dell’Istruzione?

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Solo in un Paese che da tempo sta raschiando il fondo del barile, dopo aver disceso la più verticale e vertiginosa delle chine, si può arrivare a dover dotare di scorta una ultra novantenne reduce dai campi di sterminio come Liliana Segre.

Solo in un Paese completamente allo sbando, prima di tutto sotto il profilo morale e culturale, si è costretti (notizia di oggi, mercoledì 27 maggio 2020) ad assegnare una scorta anche al ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina.

Non ad un magistrato antimafia (che ce l’ha diritto, la scorta… e ci mancherebbe ancora), non ad un giuslavorista pazzo che volesse precarizzare ulteriormente il lavoro dei nostri giovani, non ad un Guardasigilli, non meglio precisato, giustizialista e “forcaiolo” (così, tanto per dire).

In Italia siamo costretti a mettere sotto scorta Liliana Segre e Lucia Azzolina.

SEMPLICEMENTE ASSURDO, PAZZESCO.

Con buona pace di tutti quei banditi (politici, politicanti e mestieranti di tutte le risme) o semplici pagliacci (giornalisti, giornalai et similia) che prima lanciano il sasso, criticano, insultano, mettono zizzania, insinuano dubbi, spesso in totale mala fede, poi, come da manuale del perfetto vigliacco, nascondono la mano.

VERGOGNA.

Chi erano quei deficienti (o semplici, poveri illusi…) che preconizzavano l’evoluzione della specie “grazie” al SARS-CoV-2? Ecco, questa è la risposta. Siamo messi così. Altro che un Paese meraviglioso…
È di pochi minuti fa il comunicato stampa diffuso dal Movimento 5 Stelle Biella sulla vicenda di cui abbiamo appena anticipato. Lo riportiamo integralmente di seguito.

“Il M5S Biella e il portavoce in consiglio comunale Rocco Botta, a fronte delle recenti vicende per le quali la ministra Lucia Azzolina è stata, prima minacciata e conseguentemente messa sotto scorta, si dichiara profondamente amareggiato per tali fatti. Nel 2020 non è possibile che i rappresentanti delle Istituzioni, votati dai cittadini, debbano subire pressioni psicologiche degne del terrorismo degli anni ’80. Se poi aggiungiamo che ad accendere la miccia sono stati dei sedicenti educatori dei nostri figli, la domanda nasce spontanea: davvero desideriamo che persone come quelle insegnino nelle nostre scuole?”

“Siamo in un periodo storico in cui i social sono parte integrante delle nostre azioni quotidiane – si legge ancora nel testo del comunicato stampa -, spesso abbiamo denunciato il cyberbullismo come appendice del bullismo, noi oggi non possiamo tollerare che siano proprio gli stessi educatori a comportarsi da bulli. In un mondo civile, tra persone intelligenti, si discute, magari animatamente, ma gli atteggiamenti violenti ancorché sessisti, per quanto ci riguarda, sono e saranno sempre banditi. Desideriamo dichiarare pubblicamente il nostro sdegno e la nostra vicinanza a Lucia Azzolina”.

Chi sarà il prossimo? Ci sarebbe da stupirsi se fosse, ad esempio, addirittura il nostro Presidente della Repubblica?

Mala tempora currunt.

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