Discarica. Salussola Ambiente è Futuro non si arrende: “Sentenza del Consiglio di Stato non entra nel merito ambientale o progettuale”

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Riceviamo e pubblichiamo integralmente il comunicato stampa diffuso dal Comitato Salussola Ambiente è Futuro in merito alla sentenza del tribunale amministrativo di seconda istanza, il Consiglio di Stato, che nei giorni scorsi ha rigettato l’appello presentato dai Comuni di Santhià, Verrone e Cerrione contro la precedente sentenza del TAR Piemonte che li esclude dal procedimento autorizzativo per la discarica di cemento-amianto in regione Brianco di Salussola.

Abbiamo appreso con rammarico che il Consiglio di Stato non ha accolto l’appello presentato dai Comuni di Santhià, Verrone e Cerrione, nonché sostenuto da un gruppo di cittadini, contro la sentenza del Tar che li esclude dal procedimento autorizzativo della mega discarica di amianto in regione Brianco nel Comune di Salussola.

La sentenza ancora una volta non entra nel merito di ragioni ambientali o progettuali: questo non significa che la discarica si farà, ma solo che il procedimento riprenderà il suo corso. L’autorizzazione non è né certa né dovuta, in quanto l’azienda non possiede alcun diritto acquisito a priori a realizzare una discarica su terreni che sono classificati agricoli di alto valore agronomico.

L’autorizzazione potrebbe essere concessa o negata, pertanto la provincia di Biella ha ancora facoltà di bocciare il progetto come già fece nel 2018.

I Comuni che hanno fatto ricorso secondo la sentenza possono essere legittimamente invitati a partecipare alla conferenza di servizi, per quanto la loro partecipazione avrebbe una valenza meramente istruttoria, al fine di arricchire il quadro conoscitivo utile alla decisione.

In questo, la sentenza del Consiglio di Stato è molto importante, avendo corretto quanto affermato dal TAR Piemonte, secondo cui i Comuni avrebbero potuto partecipare alla conferenza soltanto nella veste di “meri uditori”.

L’impianto di questa sentenza ci ha lasciati perplessi per alcuni aspetti chiaramente illogici, tuttavia non possiamo fare altro che prenderne atto e guardare oltre. Il procedimento riprenderà nel 2021, dopo la sospensiva che il Proponente ha chiesto per adeguare il progetto a una normativa più stringente entrata in vigore a settembre.

Noi, ad un anno dalla manifestazione che ha raccolto duemila persone a esprimere ordinatamente la propria contrarietà al progetto, continueremo con la correttezza che ci ha sempre contraddistinto a dar voce a chi lotta per difendere il proprio territorio, a batterci contro il consumo scellerato di suolo agricolo di pregio, per la tutela delle falde, e il rispetto del lavoro delle aziende che in questi luoghi investono da decenni.

A margine della vicenda, un inaccettabile comunicato del Proponente: da un lato paventa ancora una volta lo spettro di “richiesta danni” verso chi si avvale dei tribunali per far valere le proprie ragioni, così come legittimamente è previsto dal nostro ordinamento; dall’altro lancia al Comitato accuse che rimandiamo con decisione al mittente.

Ribadiamo il DIRITTO costituzionalmente riconosciuto da parte delle persone che vivono il territorio di manifestare e dissentire dinnanzi a progetti che rischiano di avere un impatto negativo sulle loro esistenze, ed il DOVERE da parte delle Istituzioni di dare risposte concrete alle istanze che provengono dai cittadini.

Le insinuazioni che abbiamo letto mettono in discussione la credibilità delle Istituzioni del nostro territorio, e sono una offesa per tutti noi. Il Proponente pensi a fare il suo lavoro, il Comitato continuerà a fare il proprio.

Comitato Salussola Ambiente è Futuro

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