Dipendete “Sella” sottrae quasi 10 mln di euro: GdF sequestra quadri, gioielli, immobili e la mitica Delta Integrale di Miki Biasion

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Approfittando del vincolo fiduciario che lega private banker e cliente, negli ultimi due anni ha sottratto da una decina di conti correnti di biellesi (e non) particolarmente facoltosi una cifra spaventosa, quasi 10 milioni di euro.

L’uomo è stato arrestato venerdì scorso 9 aprile dai militari della Guardia di Finanza. Ma nel registro degli indagati sono finiti anche altri tre soggetti (uno dei quali è attualmente ai domiciliari), tutti familiari del consulente infedele.

Il dipendente della Banca Sella deve rispondere alla giustizia di furto pluriaggravato, appropriazione indebita, circonvenzione d’incapace, riciclaggio e autoriciclaggio. L’indagine è partita dall’interno dell’istituto bancario per poi approdare alla Procura della Repubblica di Biella e, su delega del Procuratore, alla Guardia di Finanza in funzione di PG.

Al momento dell’arresto l’uomo aveva in casa 107 quadri (6 De Chirico, 5 Sironi, 2 Guttuso, 1 Delleani), gioielli, sterline in oro (per un valore complessivo superiore ai 215mila euro) e orologi di pregio (67 pezzi, tra i quali 32 Rolex e 2 Patek Philippe). Il sequestro preventivo disposto dall’autorità giudiziaria ha colpito anche beni immobili e 37 auto/moto d’epoca: tra le vetture recuperate, spiccano 3 Porsche, 1 Lamborghini Gallardo, 4 Delta (una delle quali, appena restaurata, è la celeberrima Delta Integrale del due volte campione del mondo di rally Miki Biasion) e 1 Alfa Romeo 4C. Tra i tanti altri oggetti ricuperati nel corso delle perquisizioni c’è anche una maglia originale (con autografo) appartenuta al campione di basket Michael Jordan.

Il patrimonio immobiliare posto sotto sequestro consta invece di appartamenti (uno dei quali al Sestriere), case, terreni agricoli e capannoni industriali. Oltre a contanti e titoli per un ammontare di 3.150.000 euro. Le ingenti somme di denaro venivano trasferite dal private banker sui conti correnti degli altri soggetti coinvolti e utilizzati per l’acquisto dei predetti beni al fine di ostacolarne l’identificazione della provenienza illecita.

Nello specifico, molte delle operazioni contabili poste in essere dall’indagato sono state effettuate mediante l’utilizzo di una particolare procedura chiamata “host”, che consente di effettuare operazioni multiple a partire da un unico addebito, e sfuggendo ai normali controlli di routine della banca.

La fase esecutiva dell’attività che ha condotto all’arresto del bancario ha coinvolto 22 finanzieri coadiuvati anche da un elicottero e si è articolata in sette perquisizioni.

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