Democratiche Biellesi sul piede di guerra contro l’assessore regionale Maurizio Marrone per la pillola abortiva

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Riceviamo e pubblichiamo integralmente il comunicato stampa diffuso da Carlotta Grisorio, segretaria delle Democratiche Biellesi, in merito alle linee guida predisposte (in contrasto con quelle ministeriali) dell’assessore regionale Maurizio Marrone sulla RU486, la pillola abortiva.

Marrone vorrebbe infatti impedirne l’uso all’interno dei consultori familiari, ostacolando di fatto l’interruzione di gravidanza volontaria con metodo farmacologico.

 

Ancora una volta è sulla pelle delle donne che si giocano battaglie politico-ideologiche, con il vessillo e la pretesa di volerne tutelare la salute. Questo è ciò che sta tentando di fare l’assessore regionale Maurizio Marrone che ha predisposto linee guida, alternative e in netto contrasto con quelle ministeriali, con le quali ci vorrebbe riportare indietro rispetto a quanto previsto dalle direttive del Ministero della Salute che prevedono l’interruzione volontaria di gravidanza con metodo farmacologico in day hospital, eliminando l’obbligo di ricovero e autorizzando il ricorso alla pillola in regime ambulatoriale, quindi anche presso i consultori familiari.

Le linee guida del governo sono molto chiare per l’aborto farmacologico: non è necessario il ricovero. Ma l’assessore regionale – quantunque non abbia alcuna competenza neanche formale in materia, considerato che ha la delega agli affari legali – ritiene che i percorsi individuati dal Ministero «semplificano e banalizzano la procedura, oltre a rappresentare un potenziale pericolo per la salute delle donne, private del supporto medico in un momento estremamente difficile».

Queste affermazioni dell’assessore, pretestuose e prive di fondamento, non tengono minimamente conto delle linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che prevedono la possibilità dell’aborto farmacologico, considerato da tutti il migliore perché evita l’anestesia prevista per gli interventi chirurgici.

L’Assessore non ha considerato neanche l’esperienza decennale dell’ospedale S. Anna di Torino sull’utilizzo in day hospital della pillola RU486 e di quanto riferisce Silvio Viale, ginecologo con esperienza trentennale, il quale ci ricorda che in tutto il mondo «gli aborti farmacologici, così come quelli chirurgici, sono pratiche ambulatoriali. Non le fanno necessariamente solo i ginecologi, ma in Francia addirittura i medici di base».

Pertanto, le Donne democratiche dicono “NO!” alle politiche che non tutelano la salute e la scelta delle donne, e che mettono continuamente in discussione la 194, legge di grande civiltà nata proprio a difesa delle donne.

All’Assessore Marrone, chiediamo di occuparsi davvero dei consultori – Servizio territoriale essenziale per la salute delle donne, dimenticato negli anni come la prevalenza dei Servizi Territoriali di base e privato delle risorse adeguate all’erogazione degli interventi che la norma gli assegna e di cui ci si ricorda unicamente quando si parla di aborto.

Qualora le dichiarazioni dell’Assessore dovessero avere un seguito, CI BATTEREMO in ogni sede con le donne del territorio regionale e nazionale, affinché la nostra tutela e il nostro diritto all’autodeterminazione vengano rispettati.

Le Donne Democratiche Biellesi

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