De Lima e Cogotti sulla questione immigrazione e professionalità correlate: “Questo governo affossa la qualità del lavoro”

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Riceviamo e pubblichiamo integralmente la lettera aperta di Rita de Lima e Greta Cogotti sul tema dell’immigrazione e delle professionalità che ruotano intorno a questo importante argomento.

Inviamo questa lettera ai giornali perché riteniamo importante far conoscere a tutti la situazione inerente la questione immigrazione, le leggi del governo che minano pesantemente la democrazia di questo Paese e le basi su cui si fonda.

Partecipiamo con attenzione alle ultime vicende in materia di immigrazione, in cui questo governo continua a fare populismo becero sulle spalle degli immigrati e ora anche sulle buone prassi adottate negli anni da enti, Prefetture, Questure, Associazioni e Cooperative.

Checché ne dica il Sig. Mosca, segretario provinciale della Lega locale, la diaria giornaliera serve per poter comprendere le spese di una gestione più oculata delle persone, serve per avere personale qualificato e pagato adeguatamente.

Il governo gialloverde sta inesorabilmente sbaragliando tutte le possibilità di lavoro con i migranti: ha ridotto la diaria giornaliera a 18 euro, il che vuol dire fare assolutamente (e solo) banale assistenza; vitto e alloggio scadenti, dove gli stranieri di tante etnie, di tanti paesi, tante usanze, tante religioni, tanti dialetti, ristretti in locali e strutture grandi, anche senza volerlo, produrranno tensioni e problemi che faranno gongolare Salvini, perché il suo obbiettivo è tenere caldo questo tema, in cui la civiltà e l’umanità che è nella nostra Costituzione e nelle parole di papa Francesco sono ormai seguite solo da una minoranza di fedeli della Chiesa che non interessano.

Nei bandi precedenti, fatti dal nostro governo, era prevista una diaria giornaliera comprensiva di formazione lavorativa, insegnamento dell’italiano, inserimento nella società, supporto di mediatori culturali che facevano da ponte tra le varie culture e la nostra, senza quindi quel lavoro importante voluto e fatto in questi anni, nel Biellese in particolare, basato sull’accoglienza diffusa, sull’integrazione tra pubblico e privato sociale, tra  questo e il volontariato che hanno supportato le persone verso l’autonomia, e che stavano dando risultati importanti, senza tutto questo verranno vanificati  anni di buone prassi. Tutto compromesso da questo nuovo regime.

Risultato già evidente nel Biellese, dove da 700 persone straniere accolte siamo passati ormai a 300 distribuite nelle strutture diffuse del territorio.

Le cooperative del nostro territorio hanno impiegato personale qualificato italiano, operatori, educatori, assistenti sociali, psicologi, insegnanti di italiano, mediatori culturali (metà italiani e metà stranieri), scusate se lo rimarchiamo ma ci sembra importante, perché questi sono tutti giovani che perdono il loro lavoro nel nostro territorio. Abbiamo già stimato che ora molti di questi operatori rimarranno disoccupati e questa perdita occupazionale ricade sul territorio, sul lavoro dei nostri giovani, sul valore degli immobili perché le case date in affitto non saranno più tali; ricade pesantemente anche sull’indotto, affitti, negozi di vicinato in cui si fa la spesa, scuole in cui sono inseriti i ragazzini figli delle tante famiglie immigrate…

Inoltre stiamo già assistendo all’arrivo di altre cooperative grandi, provenienti dal Sud, che partecipano ai bandi e vincono al ribasso; cooperative sconosciute di cui non abbiamo notizie sulla qualità del loro servizio mentre di quelle biellesi era facilmente controllabile, sia a livello di aziende che di personale.

Questo ci deve far interrogare politicamente, e far agire… Legacoop e Confcoopertive stanno facendo un grande lavoro in molta parte d’Italia per cercare di affrontare la questione ponendo interrogazioni al governo e alle Prefetture ma la situazione non sarà risolvibile perché questo governo ha tutta l’intenzione di affossare questa qualità di lavoro.

Tutto ciò permetterà a Salvini di TUONARE e di continuare a fomentare odio, come se non bastasse quello che c’è già, e su questo proseguire la sua campagna elettorale permanente fondata sulla  discriminazione e sulla paura della gente.

Questo risultato è già evidente, ogni giorno leggiamo di atti di crudeltà verso inermi  cittadini, quasi sempre italiani, adottati e/o nati nel nostro Paese, rei soltanto di avere un diverso colore della pelle.

Il nostro compito politico non è quello di difendere le cooperative, ma di difendere i principi e i valori che stanno alla base della Costituzione Italiana, pilastri sui quali si fonda la convivenza civile e democratica di uno Stato.

Greta Cogotti e Rita de Lima

Segreteria provinciale del Partito Democratico Biellese

(nonché referenti tavolo Tratta ed Immigrazione)

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