Da oggi Biella è “arancione”. Negozi aperti ma studenti delle scuole medie ancora in DAD, polemica sull’ordinanza Cirio

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Da oggi, domenica 29 novembre, Biella (come tutto il Piemonte) diventa “fascia arancione”. L’appiattimento della curva di contagio da SARS-CoV-2 e l’abbassamento dell’indice Rt, ora intorno a 1, hanno consentito alla Regione di uscire dalla “fascia rossa”, quella più a rischio, in cui è stata confinata per tre settimane.

Ecco qui di seguito una tabella sinottica della “fascia arancione”. Non ci sono, a dirla tutta, grosse differenze rispetto alla “rossa”: riaprono in negozi, vero, ma restano ancora chiusi bar, pasticcerie, pub, ristoranti e pizzerie (sempre consentito asporto e consegne a domicilio). Restano chiuse le scuole secondarie di secondo grado, mentre avrebbero potuto riaprire le Medie (per le classi seconde e terze), dove solo le classi prime hanno continuato le lezioni in presenza. Ma il un’ordinanza del Presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, lo ha impedito.

Non si capisce la ratio di questo provvedimento: sostanzialmente per due motivi: 1) come anticipato appena sopra, le classi prime stanno continuando a frequentare in presenza, e nelle altre Regioni “declassate” a zona arancione da rossa le classi seconde e terze torneranno in classe già da domani 2) Assurda la motivazione addotta da Cirio, che paventa l’affollamento dei mezzi pubblici. Da quando in ragazzi delle scuole medie raggiungono i plessi usando il TPL? Forse una minima percentuale, ma si tratta certamente di numeri residuali.

Riguardo al capitolo spostamenti, non cambia quasi nulla, se non per il fatto che chi si muove all’interno dello stesso Comune non avrà più l’obbligo di autocertificazione. Resta ancora vietato lo spostamento tra diversi Comuni.

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