Covid. Dad al 100% non vuol dire scuole chiuse: chi svolge attività essenziali può richiedere per i figli la didattica in presenza

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Il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, ha firmato nei giorni scorsi un’ordinanza che dispone il ritorno in Dad al 100% per gli studenti di 2ª e 3ª media e per quelli delle scuole secondarie di secondo grado, a far data da lunedì prossimo 8 marzo. Attualmente il Piemonte non è in zona rossa, ma in arancione rafforzato (eccezion fatta per 23 Comuni che sono passati precauzionalmente alla gradazione più scura).

In zona rossa, al contrario, secondo le indicazione che arrivano da Ministero della Salute e Cts, l’attività scolastica in presenza è sospesa nelle scuole di ogni ordine e grado. Con alcune eccezioni. Mentre, infatti, è noto che gli studenti con disabilità e BES (Bisogni educativi speciali) possono continuare a frequentare, non tutti sonno che anche i figli di personale sanitario o impiegato presso altri servizi essenziali possono continuare a frequentare la loro scuola.

In questi casi è necessaria una semplice richiesta scritta. Finora un’opportunità poco sfruttata, forse perché la norma è ancora poco conosciuta. In sostanza, se medici, infermieri, Oss, Forze dell’Ordine, insegnanti, trasportatori, dipendenti della grande distribuzione lo richiedono, ai loro figli dev’essere garantita la didattica in presenza.

Questo “cavillo” è previsto dalla nota 1990 del 5 novembre 2020 del Ministero dell’Istruzione, nella quale si specifica che “nell’ambito di specifiche, espresse e motivate richieste, attenzione dovrà essere posta agli alunni figli di personale sanitario (medici, infermieri, OSS, OSA…), direttamente impegnato nel contenimento della pandemia in termini di cura e assistenza ai malati, e del personale impiegato presso altri servizi pubblici essenziali, in modo che anche per loro possano essere attivate, anche in ragione dell’età anagrafica, tutte le misure finalizzate alla frequenza della scuola in presenza”.

In questi casi, di fronte all’istanza dei genitori, il dirigente scolastico è tenuto ad accogliere gli studenti a scuola, pur garantendo il collegamento online con gli alunni della classe che sono in didattica digitale integrata. Se invece la classe è in quarantena, l’obbligo previsto dalla nota ministeriale salta.

Per avere un quadro chiaro delle categorie professionali che possono richiedere per i propri figli la didattica in presenza è possibile rifarsi alle categorie ATECO individuate nel primo DPCM del 2020, cioè quelle considerate attività produttive essenziali anche durante il lockdown di marzo dello scorso anno.

Nell’elenco, in prima battuta, non rientravano le maestre di asilo nido o di scuola dell’infanzia e primaria, ma oggi anche queste sono considerate figure essenziali. E quindi la didattica in presenza dovrebbe essere garantita anche per i loro figli, qualora la scuola fosse in Dad.

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