Covid-19. L’anticorpo psicologico della resilienza ci aiuterà a uscire vittoriosi da questa guerra

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“Quello che non ci uccide ci rende più forti”. (Friedrich Nietzsche)

La resilienza è la capacità di autoripararsi dopo un danno e di riuscire a riorganizzare positivamente la propria vita nonostante le situazioni difficili.

Resilienza è ciò che i filosofi Epitteto e Marco Aurelio chiamavano “forza d’animo”, Platone la nominava thymoeidés e indicava la sua sede nel cuore.

Prima del Covid-19 la nostra vita era caratterizzata dalla frenesia e dalla libertà di scegliere come trascorrere il tempo libero che avevamo a disposizione.

Improvvisamente tutto ciò è cambiato, tutto si è fermato ma la vita continua a scorrere anche se scuole,  ristoranti, bar e uffici sono chiusi. Questo ha portato un cambiamento e a dover stravolgere le nostre abitudini, la nostra vita e ad adeguarsi alle misure restrittive imposte dalla quarantena.

È chiaro che questa situazione drammatica e surreale ci porta a vivere in uno stato di confusione dove predominano emozioni come tristezza, rabbia, sconforto, irritabilità, paura, panico e basso tono dell’umore.

Il filosofo tedesco Nietzsche nell’opera “Crepuscolo degli idoli ovvero come si filosofa con il martello” scritta nel 1888 disse: “Quello che non ci uccide ci rende più forti”.

Secondo me, tutti noi possediamo una forza interiore nascosta che non ci accorgiamo di avere finché non ci costringiamo a superare delle avversità che si pongono di fronte a noi.

Per me, la resilienza è un’arma potente per trasformare lo sconforto in opportunità e adattarci al cambiamento.

Ho pensato che forse tutto questo dovrà avere un senso, questa drammatica distanza dovrà accorciarle in futuro. Questo momento di raccoglimento forzato, servirà a farci riflettere.

Forse, quando il mondo tornerà a correre, penseremo ancora a questi giorni, di momenti da respirare, paure da consolare, di queste giornate interminabili in cui tutto quello di cui abbiamo bisogno sembra essere risolto rispetto a prima.

Forza, resistenza, resilienza e pazienza possono essere le chiavi giuste per superare questo momento.

La mancanza di libertà, la distanza dalle persone che si amano, l’assenza di abbracci, strette di mano, rende questa situazione una dura prova da superare.

E allora ci vuole equilibrio per resistere e una strategia per superare questo momento.

Il mio consiglio è semplicemente quello di non influenzare gli altri con pensieri negativi ma motivare gli altri in modo che nessuno perda la speranza. Dobbiamo trovare la forza di reagire che è dentro a ognuno di noi.

In questi momenti pensiamo a chi non c’è più e avrebbe voluto la nostra felicità: riuscire a risollevarci significa dare più senso al suo ricordo.

Resiliente è colui che si rimbocca le maniche e scava tra le macerie dell’anima e si definisce soddisfatto solo quando l’anima sta bene.

Essere resilienti comporta sforzi enormi e continui, ma si sa: chi la dura la vince!

E ricordiamo che, come disse il filosofo Khalil Gibran“Le anime più forti sono quelle temprate dalla sofferenza. I caratteri più solidi sono cosparsi di cicatrici”.

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