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Covid-19 e 5G. Ok, ammettiamo pure che la correlazione sia una fake news, roba da complottisti ma…

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“Tutti i mammiferi di questo pianeta d’istinto sviluppano un naturale equilibrio con l’ambiente circostante, cosa che voi umani non fate. Vi insediate in una zona e vi moltiplicate. Vi moltiplicate finché ogni risorsa naturale non si esaurisce, e l’unico modo in cui sapete sopravvivere è quello di spostarvi in un’altra zona ricca. C’è un altro organismo su questo pianeta che adotta lo stesso comportamento […]: il virus. Gli esseri umani sono un’infezione estesa, un cancro per questo pianta, siete una piaga…” (Agente Smith – Matrix)

Il problema è sempre lo stesso: continuiamo imperterriti a guardare il dito, ma non vediamo la luna. Così, mentre l’umanità combatte una battaglia impari dalle proporzioni planetarie contro un nemico invisibile, il Covid-19, un altro nemico, meno invisibile, ma al altrettanto infido, trama nell’ombra. Il nemico, manco a dirlo, è l’uomo.

Anzi, meglio, non tutto il genere sapiens sapiens, solo quella sparuta eppure potentissima minoranza che bada solo al profitto. Costi quel che costi…

Bollata (troppo frettolosamente?) come fake news la correlazione tra Coronavirus e sperimentazione della nuova tecnologia 5G, su La Stampa di ieri, lunedì 6 aprile, esce un articolo che merita di essere letto. 

Nel pezzo firmato da Benedetta Paravia vengono riportate alcune testimonianze provenienti da illustri personalità del mondo scientifico. Una, in particolare, merita di essere riportata. È di Ronald Kostoff, della Georgia Institute of Technology, che afferma: “Il 5G è il più grande esperimento non etico della storia; è ormai comprovato che il wireless abbassi le difese del sistema immunitario, esponendo a virus e malattie”.

Cos’è la rete 5G o internet delle cose?
In buona sostanza, si tratta di radiofrequenze a onde millimetriche che comportano un’irradiazione permanente e ubiquitaria. La sperimentazione mondiale ha fatto e sta facendo emergere effetti termici e biologici, a dir poco inquietanti. Attenzione, perché la tecnologia 5G è trasversale: va dalla robotica all’intelligenza artificiale, dal cosiddetto internet of things alla realtà virtuale ed aumentata, fino a coprire l’intero spettro delle applicazioni digitali.

La sperimentazione del 5G ha sollevato proteste in ogni parte del mondo per gli effetti sulla salute ed il problema ci riguarda molto da vicino, e riguarda tutti perché la nuova tecnologia è assolutamente capillare, prevedendo il posizionamento di moltissime micro antenne.

A molti osservatori, quelli un po’ più attenti, ma non per questo necessariamente complottisti, non è sfuggito che proprio in pieno lockdown in molte città italiane ci si prende la briga di tagliare alberi a profusione. Saranno malati, avrà pensato qualcuno… No. Semplicemente, le foglie degli alberi ostacolano le onde millimetriche del 5G, rappresentando quindi un fastidioso intoppo per i gestori delle reti, ovvero i giganti mondiali della telefonia mobile.

Pini marittimi abbattuti nei giorni scorsi a Grosseto

E chi sono questi colossi dell’industria delle telecomunicazioni? Beh, in Europa, a farla da padrona, c’è la Ericsson. Ve la ricordate? Sì, proprio lei, quella dei primi cellulari, prima grossi e pesanti, poi sempre più piccoli, maneggevoli e… diffusi. Ora, chi è secondo voi a fornire le reti a Tim, tornando tra i patrii confini? Esatto! Avete indovinato: la Ericsson. In Cina, invece, i colossi sono Huawei e Zte.

In Italia, 183 Comuni si sono schierati ufficialmente contro la sperimentazione della rete, aderendo alla moratoria “Stop 5G” e 58 Sindaci hanno emanato ordinanze per fermarlo, mentre 2 Regioni hanno approvato mozioni per la moratoria. Sempre in Italia, i Comuni Bandiera Arancione Touring hanno l’obbligo di sperimentare il 5G. Sandra Biglio, Presidente dell’Associazione Piccoli Comuni, si sta opponendo con forza.

“La faccenda si fa sempre più complicata e seria. Nonostante imperversi la volontà di mettere tutto a tacere con parossistiche vulgate di bufala. La notizia è che l’ipotesi di correlazione tra la diffusione del contagio del Covid-19 e il simultaneo lancio del 5G, supposto suffragato da una serie di indizi sostenuti da autorevoli pareri, ricerche e studi scientifici è stata formalmente formulata con un esposto protocollato a 10 diverse procure italiane che potranno decidere se indagare o meno sull’ipotizzato e inquietante connubio, tema per altro di una recente interrogazione parlamentare al Presidente del Consiglio dei Ministri e Ministro della Salute (l’On. Cunial attende risposte da Conte e Speranza) e di un’altrettanta risoluta presa di posizione nel Parlamento Europeo per voce dall’europarlamentare tedesco nonché fisico Klause Buchner, scrive Maurizio Martucci, portavoce nazionale dell’Allenza Italiana Stop 5G, su Oasi Sana, rivista online che fa capo ad un gruppo di professionisti, terapeuti e cultori di discipline bionaturali, che propone la giusta sintesi rigenerante e detossificante di medicina naturale e informazione consapevole.

Sempre Martucci, in un altro articolo (datato domenica scorsa, 5 aprile), racconta quanto la questione stia diventando calda anche in seno alle istituzioni europee. “Buone notizie da Bruxelles: il Parlamento Europeo vuole vederci chiaro sul 5G. Non si fidano di quello che loro stessi hanno approvato nel 2012 col 5G Action Plan. È evidente che, nonostante le teorie negazioniste del rischio potenziate col battage pubblicitario sul mainstream, anche in Europa hanno capito che la tecnologia wireless non è affatto sicura. Anzi. E vogliono vederci chiaro, considerato che il 5G non è legge ma una scelta politica. Vogliono capirne meglio, studi scientifici indipendenti alla mano, proprio come una marea sempre più montante di cittadini consapevoli e attivisti nell’Alleanza Europea Stop 5G continua incessantemente a chiedere per una sensata moratoria”.

Il 30 marzo scorso, Juanne Pili scrive su Open, il quotidiano online fondato da Enrico Mentana, un articolo con il quale smonta la tesi secondo cui il 5G penetra nelle cellule indebolendo il sistema immunitario.

Il giornalista scientifico, già collaboratore di Fanpage.it, Bufale.net, Debunking.it e Bufale e dintorni, nel cosiddetto “catenaccio” (il sottotitolo, per capirci) scrive: “Secondo i complottisti esistono studi che collegano le onde elettromagnetiche al Covid-19”. A fornirgli la stura per per tacciare di complottismo le “relazioni pericolose” tra 5G e Coronavirus è un altro articolo, che il Pili, non senza fastidiosa supponenza, definisce post (in realtà, la testata che lo ha pubblicato, ancorché locale, è pur sempre una testata registrata presso il Tribunale di Trento – n° 5/2013 del 18.2.2013 -, ergo si tratta di un giornale a tutti gli effetti, non di un semplice blog), comparso su La voce del Trentino, a firma Alessandra Corrente, il 27 marzo scorso.

Ora, lo stesso Pili ammette candidamente che “come abbiamo visto, delle correlazioni spurie si trovano sempre”. E allora, ci si domanda, perché è sempre complottismo tutto ciò che non è perfettamente e supinamente allineato al mainstream di cui parlava in precedenza Maurizio Martucci? Perché un semplice giornalista scientifico che lavora per un giornale foraggiato da una fondazione bancaria (Cariplo) dovrebbe saperla più lunga di tanti medici, ricercatori e ingegneri sparpagliati come chicchi di grano su tutta la crosta terrestre?

Per inciso, la Svizzera, cioè uno stato sovrano, ha già confermato la moratoria del 5G. Sempre troppo zelanti e pignolini questi elvetici… O no?

A nostro avviso, l’unico dato certo è che persino quei maledetti complottisti seduti sugli scranni del Parlamento Europeo vogliano vederci un po’ più chiaro in questa (sporca?) faccenda del 5G.

Ah, accidenti, ce ne stavamo dimenticando… Un’ultima annotazione, molto più vicina a noi biellesi: ve la ricordate l’antenna della discordia? Quella che doveva sorgere a Sagliano Micca e far spiccare il volo nell’iperspazio delle telecomunicazioni a tutta la Valle Cervo?

Bene, nei giorni scorsi il cantiere è stato sabotato: qualche buontempone si è preso la briga di andare a tranciare i tiranti alla base dell’antenna. Nessuno, ad oggi, ha ancora sporto denuncia contro ignoti, e non è dato sapere se la ditta appaltatrice dei lavori abbia o meno intenzione di farlo.

STAY TUNED…

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