Città Studi potrebbe diventare Università statale. “Biella al Centro” interroga il sindaco Corradino su questa “vision”

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Visione e strategia, due elementi fondamentali per pensare ad una rinascita economico-culturale del Biellese. Si muove in questa direzione l’interrogazione depositata a Palazzo Oropa dal Gruppo consiliare di Biella al Centro. L’orizzonte di riferimento è quello dell’Università pubblica, statale.

Immediato, dunque, il rimando a Città Studi. Asset imprescindibile per il territorio, l’istituzione biellese nata con lo scopo di favorire lo sviluppo tecnico-scientifico dell’industria locale compie nel 2021 i suoi primi 50 anni.

La ricaduta economica, diretta e indiretta, sul nostro territorio supera i 7.5 milioni di euro (dati riferiti al 2019). Inoltre, all’incirca una decade fa, su impulso dell’avvocato Luigi Squillario, già presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Biella, fu avviato un proficuo percorso di interlocuzione con il MIUR.

Venne quindi promossa un’azione sinergica per sondare la possibilità di trasformare l’Università biellese da privata a statale. In questo secondo caso, il Ministero avrebbe potuto sollevare le istituzioni locali dall’incombenza economica legata al sostentamento di Città Studi, che ammonta a circa 5 milioni di euro all’anno.

Il Comune di Biella partecipa pro quota a questa con un contributo annuo di circa 57mila euro, mentre la Fondazione CRB ne mette quasi 200mila. Vantare un’Università statale sul territorio equivarrebbe ad avere un vero e proprio volano economico (e non solo) che, liberando risorse, consentirebbe di prevedere investimenti su altri asset non meno importanti.

Ecco quindi che Biella al Centro chiede all’Amministrazione Corradino come, e se, la tanto sbandierata “vision” di quest’ultima sia conciliabile con le possibilità di crescita dell’Università biellese.

Di seguito, nel dettaglio, i quesiti posti al sindaco e alla sua giunta:

  • se intenda, in ogni caso, continuare ad onorare l’impegno economico assunto a suo tempo
    dall’Amministrazione comunale per la partecipazione sinergica alle spese di convenzione e
    attivazione dei corsi universitari da parte dell’Università degli Studi di Torino;
  • se avverta la responsabilità di proseguire nell’azione di ricerca di condivisione economica da
    parte del Ministero dell’Università, affinché tutti i corsi universitari attivati presso Città Studi
    possano diventare espressione di un’autentica università dello Stato;
  • se in questi primi due anni e mezzo di amministrazione abbia già affrontato la questione con i
    partner di Città Studi e in particolare con gli altri enti locali e con la Fondazione CRB;
  • se intenda promuovere momenti di confronto istituzionali per ipotizzare un eventuale proficuo
    utilizzo dei fondi pubblici in arrivo col Recovery Fund al fine di definire una fisionomia di
    università statale biellese, collegata ad un progetto di sviluppo del territorio;
  • in caso affermativo, quali azioni concrete intenda mettere in campo, in tempi ragionevoli,
    come Comune di Biella.
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