Cascina Oremo, nuovo fiore all’occhiello di Biella: da Fondazione CRB 10.5 mln per coltivare “talento, inclusione e sostenibilità”

0

Non può esserci una vera riconversione se questa non è prima di tutto culturale. Per cambiare, a qualunque latitudine, occorre prima trovare nuovi paradigmi in grado di definire un territorio, un distretto. Biella sta cambiando, deve cambiare, se vuole non solo sopravvivere, ma anche tornare a crescere.

Uno dei più grandi motori di questo cambiamento è innegabilmente costituito dalla Fondazione Cassa di Risparmio, che stamattina, nella sala conferenze di Palazzo Gromo Losa, ha presentato (e di fatto lanciato!) un progetto tanto bello quanto ambizioso.

L’ente oggi guidato dal presidente Franco Ferraris, in prospettiva del trentennale che si celebrerà nel 2022, ha destinato risorse per 10.5 milioni di euro alla riconversione di Cascina Oremo, elemento di raccordo nel tessuto sociale tra Città Studi e Accademia dello Sport della società sportiva Pietro Micca.

Un tassello che arricchisce ulteriormente l’offerta cittadina anche sotto il profilo dell’attrattività all’esterno del territorio provinciale, lungo quell’asse strategicamente “aggredibile” e appetibile che collega Torino a Milano e viceversa.

«Sarà un centro all’avanguardia – sottolinea il presidente Frerraris -, sia per la funzione sociale che svolgerà, sia la filosofia che sta alla base di tutto il progetto. Un centro che a partire dalla sostenibilità ambientale sarà volano di inclusione alla scoperta dei talenti, ma soprattutto una struttura che sarà parte attiva di questa città».

In effetti, nella vision della Fondazione CRB e dei suoi partner (Città di Biella, Consorzio il Filo da Tessere che farà da capofila, APD Pietro Micca, Domus Laetitiae, Sportivamente e Coop. Tantintenti), il trinomio talento-inclusione-sostenibilità rappresenta la pietra angolare in grado di trasformare le coltivazioni agricole di un tempo nella coltivazione delle abilità umane.

Proprio su quest’ultimo concetto ha puntato il sindaco Claudio Corradino«Cascina Oremo sarà un contenitore ambizioso rivolto ai giovani, alle famiglie e alla disabilità. Un’area dismessa e disabitata (parzialmente vincolata della Soprintendenza, ndr) verrà restituita a nuova vita. La tradizione agricola verrà sostituita dalla formazione e dalla creatività alla ricerca del talento che ognuno di noi possiede, ma che spesso ha bisogno d’aiuto per emergere».

Sono quattro i “quartieri” che andranno a comporre il mosaico della nuova Cascina Oremo:

  1. Centro scuola/laboratorio
  2. Centro orientamento
  3. Centro sport per tutti
  4. Centro per la disabilità in età evolutiva

Sport, formazione e comunità educante sono altre tre parole sulle quali si è concentrata l’attenzione di chi da oltre due anni lavora su questo progetto. Lo ha spiegato molto dettagliatamente, anche in termini di ricadute occupazionali, il presidente del Consorzio il Filo da Tessere, Enrico Pesce, che tra l’altro siede nel direttivo della Fondazione CRB.

Particolarmente suggestiva, oltre alle finalità complessive, anche la parte che riguarda il recupero architettonico dell’area (circa 6mila metri quadrati di fabbricati finora destinati ad uso agricolo). Ne ha parlato l’architetto Gianluca Bassetto, ricordando che i primi rilievi sono stati eseguiti circa un anno fa. La riconversione degli spazi sarà improntata all’edilizia green, che potrà avvalersi, ad esempio, dell’abbondante presenza in loco di un elemento fondamentale come l’acqua (proveniente da una falda sottostante) per abbattere i consumi di CO² legati a riscaldamento e raffrescamento dell’intera struttura.

Sarà invece fornita dal Cordar l’acqua necessaria al funzionamento delle due piscine coperte (una delle quali da 25 metri e 3 corsie) che nasceranno all’interno del centro. La nuova Cascina Oremo si ispira agli obiettivi di sviluppo sostenibile previsti dall’agenda ONU 2030.

In particolare, le azioni di riferimento sono quelle che riguardano gli obiettivi 4, 10 e 11. Ovvero: fornire un’educazione di qualità, equa e inclusiva, e opportunità di apprendimento per tutti; ridurre l’ineguaglianza all’interno di e fra le nazioni; rendere la città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili.

Corre voce che il presidente Franco Ferraris non veda l’ora di inaugurare il cantiere, armato di piccone ed elmetto protettivo. Biella ringrazia!

Condividi:

Commenti chiusi