Biella. Rita De Lima è la nuova segretaria provinciale del Partito Democratico

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Finalmente una donna! Non era mai successo che un’esponente del “gentil sesso ” ascendesse al soglio di segretario (segretaria, in questo caso, sappiamo che lei ci tiene!) provinciale del Partito Democratico. Da questa notte, al termine di un’accesa assemblea, Rita De Lima è stata eletta, pro tempore, fino alla scadenza naturale dell’ufficio che ha visto in Giovanni Boerio (dimissionario) il titolare della carifica fino a un paio di mesi fa.

«Sono stata eletta segretaria in un contesto non facile – spiega a Bi.T la neo segretaria del PD -, che purtroppo riesente di questioni precedenti. Molti, soprattutto i giovani democratici e le donne del partito, nelle scorse settimane mi hanno chiesto questo impegno. Ci ho pensato a lungo, perché il PD merita un lavoro serio e costruttivo. Avevo altri piani per i prossimi due anni, ma poi ho deciso di accettare la candidatura: c’è bisogno di dare continuità e concretezza ad un’azione politica che deve vedere impegnate tutte le componenti del partito, e questo sarà il mio chiodo fisso».

Un responsabilità importanante, quella che Rita De Lima ha accettato di caricare sulle sue larghe spalle. C’è da rimboccarsi le maniche e rimettere sui binari un partito che, a partire dalla sconfitta (pesantissima) elettorale, negli ultimi mesi ha dato davvero l’impressione di essere a rischio deragliamento.

«Il mio lavoro – continua De Lima – è e sarà quello di costruire una larga segreteria formata da persone nuove, competenti sia politicamente che professionalmente. La parola d’ordine è “costruire”, dal momento che le divisioni, come abbiamo visto, non portano da nessuna parte. Non ho paura del confronto, per me le divesità sono una ricchezza, non mi piacciono gli egoismi personali. Questo partito e i suoi elettori meritano un lavoro costruttivo e ri-costruttivo. Oggi possiamo contare su tanti giovani pieni di voglia di fare e soprattutto molto preparati, quindi è a loro che guardo per il futuro prossimo».

«Sono una donna concreta, pratica, soprattutto sono una donna – sottolinea con forza -. Credo fermamente che nel 90% dei casi le donne siano più pragmatiche degli uomini, e che in questo momento ci sia necessità delle cose che so fare: coordinare, organizzare, ascoltare. Poi, intorno, ci deve essere una squadra attiva e competente, perché ci sono altre cose che io non sono in grado di fare e che demando volentieri. Diciamo che il lavoro non manca, né per la segreteria né per chi avrà voglia di dare una mano. Non c’è bisogno di una donna sola al comando, non è nel mio stile e non mi interessa: se siamo in tanti “a fare” cresce la consapevolezza e la qualità del lavoro, e in più il fatto di essere in tanti dà a ciascuno la possibilità di contribuire senza dover stravolgere compeltamente la propria vita familiare e professionale».

Sui nomi che comporranno il suo team di lavoro, per il momento la segretaria nicchia. Preferisce avere il “roster” complteto prima di pronunciarsi, ma sui temi è un fiume in piena, come nel suo carattare, per chi la conosce: «I temi sono tantissimi: dal lavoro al welfare, dalla scuola ai territori, dalla sanità all’immigrazione. Non ultimo l’ambiente, di cui tutti parlano ma poi, anche lì, bisogna mettere in campo delle competenze specifiche, altrimenti le buone idee se non concretizzate restano solo idee. In più c’è tutto un lavoro di coesione da costruire con il regionale e il nazionale. Zingaretti ha dato grande impulso ad una serie di cambiamenti che partono proprio dalle segreterie provinciali, nel nostro caso in pieno accordao con Paolo Furia, segretario regionale».

Anche ieri sera, lo anticipavamo in apertura, non sono mancate fronde interne e polemiche. Enrico Zegna, segretario di circolo, in disaccordo sul metodo, ha posto la sua candidatura “di rottura”. Manovra di disturbo perlatro “contra legem” rispetto allo statuto regionale che all’articolo 22 prevede i casi di incompatibilità e ineleggibilità quando recita che “nessuno può fare parte contemporaneamente di più organi esecutivi del Partito Democratico del Piemonte”.

Di conseguenza, dal momento che Zegna è segretario di circolo non può candidarsi allo step superiore, ovvero la segreteria provinciale. Avrebbe dovuto, per lo meno, rassegnare preventivamente le dimissioni dalla prima per accedere alla seconda. Ma la questione è stata risolta, almno in parte, con l’elezione dell’altro candidato.

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