Biella. Finisce sotto la lente d’ingrandimento della Procura l’area su cui sorge la nuova antenna di Sagliano

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Un’antenna alta 34 metri e posizionata su un terreno privato ma in prossimità di case e palazzi. Ormai se ne parla da qualche mese. Siamo nel Comune di Sagliano Micca e l’antenna di cui sopra è stata costruita da un big della telefonia mobile per diffondere il segnale (ufficialmente il 4G, ma poi anche il 5G) fino a raggiungere l’Alta Valle Cervo.

Ovviamente, la preoccupazione principale di chi vive nei pressi del “traliccio” è quella per la salute a causa delle emissioni elettromagnetiche, ma ci sono anche risvolti più prosaicamente di natura economica: il valore degli immobili diminuisce sensibilmente a causa dell’installazione troppo vicina alle case.

Il terreno su cui insiste la nuova mega-antenna è di proprietà della ditta Fratelli D’Ambrosio, ma il pasticcio che ha dato il là alla costruzione del manufatto è imputabile ad una procedura di silenzio-assenso da parte del Comune. Sarebbe bastato infatti che l’Amministrazione saglianese si opponesse alla realizzazione dell’opera per bloccare l’iter burocratico. Ma, evidentemente, così non è stato.

Il manufatto è stato montato durante il lockdown nel giro di una mezza giornata, gettando nello sconforto i residenti che già da tempo avevano manifestato, anche pubblicamente, il loro dissenso alla realizzazione dell’opera, tanto da costituire in data 22 maggio scorso un Comitato che prende il nome di “Una voce per Valle” e conta una cinquantina di saglianesi.

Ora si aggiunge un nuovo pezzo a questo complesso puzzle, perché a seguito di una serie di esposti recapitati all’ARPA (e per conoscenza al Comune di Sagliano) dagli abitanti della zona in cui sorge l’antenna, venerdì 3 giugno scorso è stato eseguito un sopralluogo disposto dalla Procura della Repubblica di Biella per un sospetto danno ambientale con conseguente, eventuale, rilevanza penale.

Il possibile degrado igienico ambientale lamentato dai cittadini saglianesi è stato inoltrato ex officio alla Procura direttamente dall’Arpa Biella. Sull’esposto si legge: “Modificazione gemofologica di area privata a causa di continui riversamenti di materiali di risulta di dubbia natura. Questa operazione ha portato negli anni la modificazione plano volumetrica del sito il cui livello è stato innalzato, per la quasi interezza della superficie, di circa tre metri, stimando pertanto un riporto di circa 10.000 metri cubi. Tali operazioni, riconducibili ad attività di discarica non temporanea, continuano ad avvenire in maniera incontrollata non solo da parte dei proprietari dell’area ma anche da altri soggetti esterni che indisturbati accedono all’area (non protetta) a riversare materiale di qualsivoglia natura”.

Di conseguenza, gli inconvenienti di natura igienico-sanitaria fanno riferimento a:

  • incontrollato e continuo deposito con costipamento di materiale di risulta
  • materiale in presunto cemento amianto a terra (lastre) su proprietà privata
  • degrado/incuria area privata
  • accumulo e abbandono di rifiuti e macerie su area privata
  • erba alta/incolta
  • rumore da infrastrutture/insediamenti
  • anomalie e rilevanti emissioni in atmosfera di polveri
  • degrado/incuria in area privata

A questo punto, in attesa di sviluppi, il pallino resta in mano alla Procura che sulla base della relazione stilata dai tecnici dell’Arpa dovrà decidere se proseguire o meno con le indagini già avviate.

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