Biella. Elezioni provinciali: gli ex sindaci Susta, Gentile e Barazzotto sostengono Emanuele Ramella Pralungo contro… quelli del funerale

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A volte conviene iniziare dalla fine. Da quella scena o da quella frase che vale “il prezzo del biglietto”, anche quando un biglietto non c’è. Come ad esempio ieri sera, all’Hotel Agorà di Biella, dove era in programma un incontro organizzato dagli ex sindaci Dino Gentile, Vittorio Barazzotto e Gianluca Susta in vista delle elezioni provinciali di sabato prossimo 18 dicembre.

La frase in questione è quella del candidato consigliere provinciale Federico Maio, che facendo ricorso al suo proverbiale pragmatismo e alla sua altrettanto nota spontaneità è riuscito a dire ciò che tutti gli altri avevano solo adombrato. In soldoni, una cosa del tipo: “Non possiamo lasciare la Provincia di Biella nelle mani di chi, qualche anno fa (con una pagliacciata che tutti ricordano ma di cui nessuno parla per non pestare i piedi all’onorevole Andrea Delmastro, ndr), ne ha celebrato il funerale”.

Nella sala convegni dell’Agorà si respirava un’aria da Leopolda, nauseabonda per chi scrive, ma anche, occorre sottolinearlo, carica di buoni propositi. L’operazione è chiara, cristallina. L’ha tratteggiata Antonio Ramella Gal (in piedi nella foto qui sopra). Qui si tratta di impedire che la presidenza dell’Ente vada a Francesca Delmastro. Sorella del Fratello d’Italia più noto del Biellese. Emanazione diretta di quella pessima destra sovranista, quindi antieuropeista, velatamente (ma non troppo) populista, conservatrice e irrimediabilmente… nostalgica.

Gente che, come ha sottolineato Gianluca Susta, guarda alla Polonia autoritaria e agli Orbán. «Oggi siamo chiamati ad una scelta – ha arringato l’avvocato, ex europarlamentare –, questa destra sta mettendo a rischio il nostro futuro, e deve essere sconfitta. Occorre creare un’alternativa tra l’Amministrazione cittadina e quella provinciale. Abbiamo bisogno di discontinuità. Troppo delicate e importanti le sfide che ci attendono. La Provincia deve tornare a fare rete tra capoluogo e comuni, per il bene del territorio, per il bene comune di tutto il Biellese».

Gente che non può e non deve entrare nelle stanze dei bottoni, visto che quando ci riesce fa solo danni. Come a Biella. Questo non l’ha detto, Gianluca Susta, ma lo ha dato chiaramente ad intendere. Ci ha scherzato su, affermando che l’età porta consiglio. Con gli anni, evidentemente, ci si allena (con successo!) a mordersi la lingua.

L’obiettivo a brevissimo termine è chiaro, si diceva. Tirare la volata all’ex presidente della Provincia Emanuela Ramella Pralungo. Uno che non brilla per simpatia. Ma per meriti. Per aver traghettato un ente decotto, fuori dalle secche del commissariamento. Uno che in pochi anni è riuscito, senza alcun tipo di riconoscimento economico, per puro spirito di servizio, a ripianare i debiti lasciti da altri. Chi? Non occorre dirlo. Lo sappiamo tutti.

Se Ramalla Pralungo ci ha messo la faccia, ieri sera ci hanno messo la faccia anche gli ex sindaci, uscendo allo scoperto con un’operazione che, nel lungo termine, sa di “Grande Centro”. Uno spazio politico effettivamente ampio, molto poco rappresentato dagli schieramenti che a Roma si contendo il potere. E solo quello, ché gli interessi della gente sono distanti anni luce, motivo per il quale molti si allontanano dalla politica.

Ecco, la gente. Che deve essere al centro. Su questo Gentile, Barazzotto e Susta sono assolutamente d’accordo. E questa, appunto, è la vera operazione dei tre ex sindaci. Aprire un dialogo. Oggi con i loro amministratori per sostenere Emanuele Ramella Pralungo, domani per salvare Biella (e il Biellese) dalla più totale mancanza di visione dell’Amministrazione di centrodestra attualmente in carica. Quella delle ripicche, dei veti incrociati, degli sgambetti. Quella che tiene in ostaggio la città, e la sua gloriosa storia fatta di lavoro, sacrificio e… creatività.

Nel 2019 le liste civiche di “Biella al Centro” sfiorarono la vittoria, perdendo a testa altissima, per una manciata di voti. Gentile contro Salvini, scrisse qualcuno. I biellesi, all’epoca, se la sono bevuta. Oggi, i risultati di quel voto sciagurato sono sotto gli occhi di tutti. E visto che non si può chiedere aiuto ai Supereroi della Marvel, arriva in soccorso “Biellese al Centro”, la lista di sette candidati (Federico Maio, Sara Gentile, Sara Stoppa, Paola Greggio, Elettra Veronese, Roberto Galtarossa e Luca Forgnone) proposti da questa larga coalizione, un po’ democratica, un po’ liberale, ma anche cattolica e repubblicana.

Una specie di Democrazia Cristiana 4.0? Non siamo in grado di dirlo, ma il dubbio sorge spontaneo, anche perché qualcuno degli ex sindaci ha dichiarato di voler portare all’interno del dibattito politico, del confronto, non meglio precisate suggestioni… Si scherza, avvocato Susta, non ce ne voglia!

Per ora, tutti con Ramella Pralungo, poi, chi vivrà vedrà.

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